Alberi, nella Trento e nel tempo che cambiano

Alberi, nella Trento e nel tempo che cambiano 

 

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Benvenuti i cipressi

 

Tigli, bagolai, aceri, abeti, cedri, faggi, pruni, olmi, cipressi… una verde “compagnia” che resiste in una Trento che cambia, con una popolazione che in 50 anni è passata da poco meno di 80.000 abitanti agli attuali 120.000, circa. Una crescita demografica del 50% con conseguente aumento di auto, bisogni indotti, infrastrutture e inquinamento.

Ce n’erano meno ai tempi in cui il ragazzo Renzo Francescotti (leggi qui la sua lettera – l’Adige, 22 novembre 2014 - e in calce la replica di Roberto Leonardelli) vide giocare a baseball i soldati americani in piazza Venezia. I tempi, il tempo, le abitudini e l’ambiente urbano mutano; subiscono importanti trasformazioni la vivibilità, gli adattamenti e le “resistenze” sia delle persone sia delle essenze arboree, siano piante o cespugli, con cui sono tappezzati gli spazi verdi della città.

Cambiano anche i costi della loro manutenzione, non dimenticando anche quelli legati ai risarcimenti per i danni causati dalle cadute di rami di cui sono oggetto quelle auto cresciute a dismisura, qualche decennio dopo i tempi delle rare Fiat 500 o 600. Tra i nuovi aspetti da affrontare ci sono anche quelli sulla scelta di essenze che meglio si adattano a questi repentini cambiamenti. 

In alcune situazioni di non facile intervento si valuta come mediare tra le esigenze del verde ed altre obbligate da criticità e ostilità di un contesto urbano.

Piazza Venezia non è più l’ampia spianata in cui un tempo dalle valli giungevano i Trentini per il mercato delle vacche. Ora traffico e concentrazione di presenze si impongono pretendendo scelte di funzionalità assieme alla salvaguardia della bellezza di quel giardino in cui dimorano alberi ad alto e largo fusto che ne fanno uno dei più importanti polmoni e luoghi di svago del centro.

L’ulteriore recente intervento di razionalizzazione della viabilità di corso Porta Nuova sul tratto adiacente la sequenza di facciate degli edifici fronte parco si poneva dunque nell’ottica di come restituire un pezzo di verde residuale di una fascia di strada prima occupata da soli parcheggi, una striscia di meno di 2 metri.

È improprio sostenere, come fa Francescotti, che anche quella decisione si sarebbe potuta prendere dopo un “confronto democratico” tra la popolazione, come se da questo potesse venire un contributo migliore nel merito di scelte, talvolta complesse, degli uffici competenti che progettano senza tralasciare alcun dettaglio, senza particolari indicazioni o pressioni da parte della politica.

Succede allora che si decida di impreziosire quel fronte antistante i giardini di piazza Venezia con 11 piccoli cipressi, una pianta all'apparenza “minimale” e meno impegnativa, che comporta meno oneri di manutenzione o di richieste di risarcimenti assicurativi per danni alle cose o alle persone, più possibili e frequenti nel caso di alberi a chioma larga, come per la gran parte di quelli del verde urbano.

Un albero è un "essere vivente" degno di rispetto e affetto, anche se nei primi anni di crescita può apparire “gibboso” o “fermo”. Si tratta di rispettare la crescita lenta del cipresso, non soltanto pianta ornamentale dei cimiteri, diversamente da piante che crescono più in fretta. È diventata una moda mettere a dimora piante già grandi così arredano con più “soddisfazione”, dimenticando l’importanza dei loro ritmi e dei tempi di adattamento.  

È auspicabile che, prima di scrivere nostalgicamente del bel “verde andato” davanti alla porta della propria casa, si possa fare una passeggiata nei parchi di tutta la città per riscoprire quanto c’è ancora da vedere, apprezzare e rispettare in qualsiasi stagione ed età. Si pensi alla bellezza e particolarità di Giardino Garbari (o al bellissimo parco di Baselga del Bondone ed altri poco noti), stretto tra la ferrovia Trento-Venezia e le torri di Madonna Bianca, con le sue maestose piante centenarie, conosciuto da pochi eppure testimonianza di bellezza, cura e amore per questa Trento e per quella che verrà.

 

Adriano Rizzoli

Trento, 1 dicembre 2014

 

Piazza Venezia, ecco perché ci sono i cipressi

l'Adige - Roberto Leonardelli, 27 novembre 2014

Gentilissimo direttore, sollecitato da Renzo Francescotti e da Franco de Battaglia, rispondo sui cipressi a piazza Venezia. Trento ha un duplice carattere, diviso tra la Mitteleuropa e la mediterranneità. In questa parte di città è venuta alla mente la suggestiva rappresentazione di Augusto Sezanne di piazza Venezia, con quella evocazione rinascimentale riprodotta nel suo quadro su Trento di inizio Novecento.

Continua

 

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