L’amara vicenda politica di Manuela Bottamedi

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l'Adige online, 27 novembre 2014

 

Sono di un anno fa le elezioni provinciali in cui Manuela Bottamedi, candidatasi col M5S, ottenne 1340 voti, frutto della fiducia che buona parte di cittadini avevano riposto in lei.

A fine luglio 2014 Bottamedi lascia il M5S per insanabili incomprensioni con i colleghi di Movimento. Non giova annotare che le responsabilità di quelle reciproche rigidità esulavano da una valutazione di merito su una chiara proposta e visione sullo stato della politica. Oggi, a un anno dagli esiti delle provinciali, Bottamedi lascia anche il Gruppo Misto, in cui era approdata dopo la frattura con il M5S, per diventare consigliera del PATT.

Scrive: “L’unica garanzia di salvataggio, l’unico vero salvagente ce lo può fornire un grande partito di raccolta, in grado di condizionare le scelte di Roma sul Trentino”. È, invece, uno dei più gravi problemi della politica locale e nazionale questo rinchiudersi dentro i vecchi steccati, le solite prassi politiche che perpetuano uno scenario allarmante per l'ambiente, la salute, il lavoro. Il crescente astensionismo elettorale conferma la crisi di un certo modo di intendere la rappresentanza politica.

Riportiamo le lettere della stessa Bottamedi e di Marco Weissenberger, un giovane cittadino del PATT, che offrono spunti di analisi di una situazione politica indubbiamente deteriorata e svuotata di valori che non può essere rigenerata o miracolata né dai grandi partiti di raccolta né con il “richiamo" al compianto presidente Diego Moltrer.

Adriano Rizzoli

Trento, 27 novembre 2014 

 

Qui la lettera di Manuela Bottamedi, di seguito quella di Marco Weissenberger