Sulle autoassoluzioni della Pat su Monte Zaccon e Acciaieria

Lettera dalla Valsugana

Sulle autoassoluzioni della Pat su Monte Zaccon e Acciaieria


Riceviamo questa lettera dalla Valsugana, a commento del comunicato stampa della Provincia del 22 luglio “Archiviata l'inchiesta contro i tecnici APPA”.

Sono trascorsi 2 anni e mezzo dal caso Zaccon (dicembre 2008), poi il sequestro della fonderia Valsugana (dicembre 2009), durante i quali i giornali hanno riportato centinaia di pagine di cronaca; presumiamo anche con molte pagine che hanno semplicemente raccontato i fatti e la cruda verità, individuando irresponsabilità, gravi carenze e mancanza di controlli da parte degli organi preposti.

Sono questi fatti, raccontati anche nelle pagine dei faldoni depositati in Tribunale, ancor prima delle autoassoluzioni, che hanno riaperto ferite non rimarginabili in una valle che pretende, trent’anni dopo, giustizia e piena verità.

Se qualche anno fa si parlava di “comitato etico” o di «politica della tenerezza», sarebbe ora opportuno aggiornare quella comunità con cui il presidente Dellai diceva di “voler riuscire a riallacciare i rapporti”. Anche con quella che non concorda sulla sua affermazione secondo cui “dall’inceneritore non uscirà alcuna nube che contiene inquinanti.”


Redazione Ecce Terra

Trento, 1 agosto 2011

 


Sono tanti e gravissimi i tasti che il Principe ha toccato in modo sgradevole, se non scandaloso.

Appellarsi sulla carta stampata ad un provvedimento minimale come un’archiviazione in tutta la questione ambientale in Bassa Valsugana (relativa a 4 soggetti dipendenti pubblici) per sollevare uno sdegno generale, non solo a favore dell'organo provinciale imputato in oggetto, ma anche dell'Azienda Sanitaria, delle figure politiche istituzionali e contro il lavoro scientifico oggettivo ed approfondito (provato e riprovato con tanto di confronto con i dati rilevati dalla Provincia sull'ambiente), contro l'interesse al bene alla salute sia dell'ambiente che dei cittadini della Bassa Valsugana che persone volontarie dotate di valore morale e disinteressate hanno dimostrato, assume i toni della velina di triste memoria.

Stralciare e poi assolvere l'Appa, non assolve l'acciaieria dallo sversamento di fumi e sostanze tossiche per oltre trent'anni, non elimina il disastro di Monte Zaccon, non bonifica le bonifiche. E resta la domanda alla quale nessuno risponde: ma chi doveva vigilare? e perché non l'ha fatto?

Dellai dovrebbe sapere (e lo sa) che quando sul territorio nascono comitati spontanei, prima uno, poi due e a ruota qui ne sono nati veramente molti - addirittura si è sollevata la voce di medici (soggetti pubblici e addirittura convenzionati o dipendenti dalla stessa Provincia che dalle loro esternazioni non possono trarre nulla di positivo per quanto riguarda la loro attività) e persone di riconosciuta professionalità - un problema molto grave alla base esiste: c'è il problema contingente che preoccupa (ed il nostro è l'inquinamento della nostra valle) e c'è quello della poca fiducia negli organi istituzionali.

Inutile come qualche politico in malafede abbia sostenuto che quella dei comitati è "una moda": la gente dei comitati non è pagata per il controllo del suo bene maggiore (la salute e l'ambiente) ma paga qualcun'altro per farlo; e se protesta lo fa riscattando tempo ed energie ad altre occupazioni che ben più volentieri assolverebbe ma lo fa lo stesso perché sente che è abbandonata... non solo, abbandonata a favore di altri che calpestano il suo bene maggiore per i propri piccoli tornaconti... il più delle volte impunemente.

Altra nota veramente grave è la distorsione che Dellai fa dei dati e delle notizie: nessuno ha mai paragonato Seveso a Borgo, ma si è parlato di diossina, e per far capire cos'è si è citato il disastro di Seveso, dato che questo nefando e subdolo inquinante non è così famoso (chi di voi avrebbe mai pensato di trovarne a Borgo?).

E la diossina è stata trovata da un laboratorio accreditato indipendente, sulle polveri di Borgo; le emissioni diffuse le abbiamo viste tutte (ed abbiamo anche visto come e quando si tenta di rattoppare una fabbrica colabrodo), ora nei filmati e dal vivo in tutti questi anni, le abbiamo respirate e metabolizzate.

Come si fa a dire che nel latte materno non c'è nulla che non vada bene quando quello di Trento è al top in Italia per la concentrazione di diossine rinvenute e a Borgo siamo alla stregua delle mamme di Milano?

Perché negare tante verità?

 

Lettera firmata

Valsugana, 30 luglio 2011