Dellai ascolti di più la Valsugana

Lettera a Dellai

Ascolti di più la Valsugana

Trentino – Laura Zanetti, 30 luglio 2011

 


Egregio presidente Dellai,


in qualità di presidente di ValsuganAttiva, associazione che raggruppa i vari comitati della mia valle, desidero sottoporre alla sua attenzione questa lettera aperta, partendo da una intervista apparsa l’8 agosto 2008 dove lei annunciava «la volontà di riallacciare i rapporti con la comunità». Non è stato così, per quanto riguarda la mia valle almeno, poiché nella complessa vicenda delle Acciaierie Valsugana lei si è apertamente schierato, da subito, non certo con la comunità intera, dimostrando come dalle parole dell’economista Goglio «l’incapacità di gestire la cosa con forme di politica alta», venendo meno all’essenza stessa della democrazia che è l’uguaglianza, a dispetto degli slogan elettorali di unione in un Trentino senza periferie.


La comunità valsuganotta ben conosce il passaggio da quella che, per la salubrità della sua aria e la mitezza del clima dei suoi paesi pedemontani, era definita un tempo “Perla del Trentino” a successiva “Cloaca del Trentino”. Escalation che ha una sua origine negli anni Ottanta con l’industrializzazione pesante della Valsugana, con l’esperienza dell’agricoltura intensiva che ha sostituito via via le autentiche sovranità alimentari locali favorendo il degrado ambientale, di cui è eclatante esempio la vicenda di Monte Zaccon, nella quale si è colta l’occasione di un ripristino paesaggistico per autorizzare lo stoccaggio di milioni di tonnellate di rifiuti industriali, legalmente, ma tant’è. Ci ha pensato poi qualcun altro a varcare il confine tra legale e illegale, che a quel punto era davvero sottile.


I danni all’immagine del Trentino, signor presidente, non sono certo da imputare ai comitati di cittadini, ai medici e scienziati Isde, né al documentario di Current. Ci sono testimonianze interessanti a tal proposito, come quella lettera di protesta arrivata, tempo addietro, alla direzione dell’Hotel Raphael di Roncegno Terme da parte di un nutrito gruppo di turisti germanici dove gli stessi lamentano l’incongruenza tra ciò che offre la Casa di Salute Raphael e l’insalubrità del luogo, causa i fumi e i rumori insopportabili provenienti dall’acciaieria. I danni semmai vanno ricercati negli effetti nocivi che questo stabilimento siderurgico ha causato negli anni a quelle forme di turismo che avevano fatto grande in Europa Roncegno Terme e valorizzato i numerosi piccoli paesi pedemontani, conosciuti come salubri villaggi di soggiorno per la media borghesia veneta, toscana e ligure dentro un felice scambio tra socialità rurale e urbana.


Le recenti sue dichiarazioni apparse nei quotidiani trentini e trasmesse dalle tv locali denotano una preoccupante incapacità d’ascolto, il non saper essere quel presidente che ha la funzione di sostanziare quanto lei stesso auspicava nell’intervista del 2008. Quelle esternazioni dove definisce impunemente «ciarlatani» i cittadini che lottano per il diritto alla salute e gli stessi medici e scienziati Isde a cui va tutta la solidarietà e la gratitudine della comunità valsuganotta, appaiono come slogan corrosivi, sinonimo di una pericolosa deriva verso forme di autoritarismo politico locale fatto di arroganza, di non conoscenza dei fatti, di manipolazione spregiudicata dei mezzi di informazione. Sicuramente lesivi della sua immagine di uomo politico.


La invitiamo quindi a prendersi una pausa di riflessione, ad accettare un contraddittorio in sede pubblica, a mettere in pratica quell’agire scientifico che sta nel verificare con coscienza le veridicità prima di solidarizzare con l’economia rappresentata dalle Acciaierie Valsugana. L’uomo non ha mai smesso di amare l’Agorà in tutti i suoi significati metaforici, presidente. La Valsugana, terra affatto marginale anche culturalmente, lo sta dimostrando da anni e le sue infelici affermazioni di questi giorni hanno fornito una formidabile occasione per ribadirlo.


Laura Zanetti, presidente della associazione ValsuganAttiva