A Borgo si augura la presa di posizione di Parroco e Vescovo

A Borgo si augura la presa di posizione di Parroco e Vescovo

Potrebbe diventare opportunità per distinguere ciò che è sacro da ciò che è blasfemo

 

 

Clicca qui per leggere la lettera di Laura Zanetti

Blasfemo è l'inquinamento

 

Nello stesso giorno, nella stessa pagina su altro tema,

la lettera di Sonia Brugnara consigliere Lista civica per Trento
Michele Marchetti, Fabio Ferrari, Aldino Chiampan consiglieri Pdl
Circoscrizione centro storico Piedicastello:

Non siamo d’accordo sul nuovo ponte sull’Adige

(a servizio del futuribile inceneritore?)

Mentre il re mogio Melchiorre Redolfi è d'accordissimo

 


Riportiamo il testo della lettera di Roberto Conte che ben descrive gli umori dei dipendenti della fonderia di Borgo in occasione della ironica processione a Santa Spazaora del 15 giugno (leggi gli articoli de l’Adige e del Trentino). Questi, a rimorchio della simpatica iniziativa (leggi Processione Santa Spazaora), hanno improvvisato una braciolata, approfittandone per "controcantare" la loro rabbia nei confronti dei propri concittadini.

Dimenticano i fumi di quella mega “braciolata” che spesso, un anno e mezzo dopo una gestione sotto stretta osservazione da chi di dovere (con processo in corso), emette fumi primari o secondari che fuoriescono generosamente dal tetto del sarcofago di via Puisle (guarda il video dello scorso 7 giugno).

Se questa è la “migliore tecnologia possibile” dovrebbe  chiarirlo il processo in corso.


Nello stesso giorno, assieme alla lettera di Conte, la signora M. Rosa Trentin lamenta il proprio disagio per il “rito blasfemo” della processione (leggi in fondo).

Dovrebbe lamentare, invece, i silenzi pilateschi della Chiesa che nei confronti del diritto alla vita, a Borgo come ovunque e nel rispetto delle puntuali encicliche papali, non si è ancora pronunciata. Troppi credenti, infatti, preferiscono delegare ogni aspetto dello scempio perpetrato in Valsugana, dalla “bonifica” di Monte Zaccon alle gravi inadempienze verso sequestro della fonderia, a un’imprenditoria senza scrupoli e ai non conseguenti controlli da parte di un ente pubblico, dimentico, oggi come ieri, delle gravi inefficienze riscontrate e documentate nei faldoni del Tribunale.

Su questa incresciosa vicenda, come scrive la signora Trentin, è davvero auspicabile la presa di posizione del “Parroco di Borgo se non del nostro Vescovo di Trento”.


Redazione Ecce Terra

Trento, 19 giugno 2011

 


Borgo, siamo stati offesi dagli operai dell'Acciaieria

l’Adige – Roberto Conte, 19 giugno 2011


Mercoledì ho partecipato alla «processione» dal centro di Borgo Valsugana fino all'Acciaieria e ritorno, insieme ai Comitati e a tanta altra gente. Per me era giusto esserci, credo che l'impegno civile per un vivere migliore parta proprio da questo e se ho preso parte l'ho fatto prima di tutto per la mia bambina.

Dopo gli articoli apparsi sulla stampa (con titoli tipo «Comitati e operai, alta tensione»), sento la necessità di precisare ciò che ho vissuto e che è stato riportato anche dai giornalisti ma in maniera però forse poco chiara, e che nei titoli risulta addirittura qualche cosa di diverso in cui mi sono amaramente non ritrovato.

Giunti subito prima dell'Acciaieria ci sono arrivati alle orecchie i benvenuti poco cortesi degli operai e delle loro famiglie: insulti non riportabili, arrivavano da chi era occupato a difendere il suo lavoro; dico solo che tra di noi c'erano bambini e ne ho visti anche tra il gruppo della braciolata. Le ingiurie sono poi riprese al nostro ritorno subito dopo e sono state il dispiacere più grosso, insieme alla strada che ci ha divisi.

Da parte nostra c'è stata da subito la cura nel non rispondere con lo scontro: dopo i nostri «Svegliatevi!» «Lottiamo insieme, lo facciamo anche per voi!» «Uniamoci per combattere insieme!» «Viva i lavoratori!» «Ci sembrate in prigione!» il corteo simbolico ha ripreso la via del rientro nella calma con cui la cosa è stata gestita, riconosciuta anche dalle forze dell'ordine che ci hanno accompagnato.

Niente insulti davvero, niente offese dalla nostra parte della strada, piuttosto un invito alla consapevolezza e una riflessione su cosa sia la civiltà, prima di tutto nelle scelte di vita, poi nei modi di esprimerle.

Roberto Conte

 


La processione di Borgo offensiva per i cattolici

l’Adige – M. Rosa Trentin, 19 giugno 2011


Gentile Direttore,

abito a Borgo Valsugana, sono sposata e ho due figlie di 10 e 12 anni. Mercoledì scorso stavo facendo con la mia famiglia una passeggiata in centro al paese quando mi trovo di fronte a questa scena surreale: una cinquantina di persone, anche anziane, passavano per la strada, preceduti da un'auto dei carabinieri, e inscenavano una processione di chiaro stampo cristiano seguendo un gonfalone rosso e delle strane scope di saggina.

Nel loro procedere, illuminati da luci e torce, intonavano mestamente una nenia, una specie di litania che inizialmente non comprendevo tanto che subito ho detto alle figlie di mettersi in silenzio e composte come davanti ad una vera processione.

Non ho visto nessun sacerdote e la cosa mi ha prima meravigliata, poi insospettita quando ho compreso il significato della loro «preghiera» non indirizzata al Signore ma ad una Santa scopa protettrice che spazzava chissà cosa, il mio disgusto ha sostituito la meraviglia. Da persona da sempre credente nei valori della Chiesa, da madre che ha insegnato i principi del rispetto nei valori cristiani ai propri figli, capirà l'imbarazzo nel rispondere alle mie bambine sul significato di una processione senza il crocefisso e il sacerdote. Una crescente vergogna e rabbia nei confronti di quelle persone, poche per fortuna, che credendo forse di essere ad una sfilata di carnevale (anche se finora non era mai capitato) oppure credendo di giocare nel loro cortile portavano per il paese immagini e riti blasfemi senza alcun imbarazzo.

Ho riflettuto a lungo in famiglia e in cuore nostro ci siamo augurati un intervento, deciso e emblematico, da parte del nostro Parroco di Borgo se non del nostro Vescovo di Trento e che possano far capire a tutti, manifestanti e non, che con queste cose non si può scherzare. Se così non fosse, ma siamo fiduciosi che lo sarà, significa che il «muro della dignità» è stato abbattuto e che d'ora in poi ogni azione che finora era ritenuta offensiva per le nostre divinità sarà consentita e accettata, e la nostra religione avrà perso credibilità e rispetto e noi tutti con essa, credenti o atei.