In Valsugana tempi grami per chi aspira a inquinare

In Valsugana tempi grami per chi aspira a inquinare

Nota redazione Ecce Terra


Assieme alla lettera di Massimo Cecconi, pubblicata parzialmente su l’Adige del 19 settembre, pubblichiamo quella del presidente del consiglio provinciale, Giovanni Kessler, per evidenziare come stiamo assistendo, proprio all’avvicinarsi del processo a carico di proprietà e maestranze della fonderia, al tentativo di ridimensionare ogni illecito, molti dei quali gravi.

Succede, purtroppo, anche da parte della giunta provinciale che, anziché tutelare la Valsugana, sta perseverando a ingegnarsi nel licenziare strane “formule”, ancora al ribasso, pur di continuare a tutelare innanzitutto gli interessi dell’azienda, e non del centinaio di suoi dipendenti (come qualche nuovo o vecchio sindacalista vorrebbe far credere).

Potrebbe così seguitare a inquinare “nei limiti di legge”, con quella deroga, come evidenzia Kessler, “scacciata dalla porta” ma che “rientrerebbe dalla finestra”.


Se anche questo fa parte di questo scenario trentino zeppo di "errori" e dunque di immagine negativa del Trentino, stonano le parole del presidente Dellai, di cui all’intervista sulla vicenda del debito plurimilionario della cantina La Vis:

“… il Trentino sta rischiando grosso come immagine esterna… Mi rivolgo al buon senso tipicamente trentino: facciamo attenzione agli effetti che hanno anche fuori provincia tutte le cose che si sparano solo per ragioni di bottega.” (leggi l’Adige, 19 settembre 2010).
Nel frattempo ad Arezzo, come riportiamo in altra pagina, altri trentini contribuiscono davvero a qualificare l’immagine di questo Trentino.

 


Borgo, nessun allarmismo. Vogliamo solo capire

l’Adige – Massimo Cecconi, 19 settembre 2010


In qualità di esponente del gruppo ISDE della Valsugana, vorrei ribattere al sig. Claudio Voltolini con fatti e considerando che un gratuito "volemosebenismo" non sempre giova alla ricerca della verità soprattutto per il fatto che molte di quelle parti che dovrebbero "sedersi ad un tavolo", come da lui proposto, non hanno dimostrato grande trasparenza, correttezza e professionalità [nota red ET: leggi qui le lettere di Claudio Voltolini e Alessandro Bazzanella].

 

Primo. Mi sembra che il sindacato non si sia ancora espresso sull' oblazione (estinzione) del reato relativo alla scarsa vigilanza sulla sicurezza degli operai in seguito ad una segnalazione dell'Unità Operativa di Prevenzione e Sicurezza negli Ambiente di Lavoro (UOPSAL) di Trento. Anzi, sarebbe il sindacalista in grado di affermare che ora l'azienda sta eseguendo correttamente i controlli relativi alla sicurezza degli operai di una fabbrica il cui ambiente di lavoro non è certo quello di un impiegato della pubblica amministrazione ? Perché io, mi scusi il caro Voltolini, non ho ancora capito da che parte stanno i sindacati.

 

Secondo. Il signor Voltolini dipinge come un inferno la situazione paventata nei mesi scorsi. Questo probabilmente fa comodo o lo dice lui. A noi non interessa dipingere. A noi interessa ricercare, studiare, esaminare con lucidità e metodo scientifico. Come scientifiche sono le analisi sponsorizzate dai liberi cittadini e che hanno completamente ribaltato il panorama idilliaco presentato dalla Provincia lo scorso marzo al palazzetto dello sport di Borgo, pur disponendo di un budget risicato che certo non ammontava alle centinaia di migliaia di euro spese sinora dagli organi provinciali...

 

Non solo. Ma utilizzando le analisi relative agli stessi controlli effettuati dall'APPA, abbiamo dimostrato che esiste una contaminazione dell'ambiente che noi definiamo semplicemente preoccupante. Perché preoccupante è sapere che le concentrazioni di diossina (mediamente 32ngTEQ/Kg in zona urbana e qualche centinaio di ngTEQ/Kg in zona commerciale-industriale) e di metalli pesanti nelle polveri di tutta l'area borghesana sono tali da costituire un fondato pericolo tossicologico, soprattutto per i bambini in tenera età che, come tutti noi sappiamo, sono costantemente con le mani in bocca (i più a rischio sono quei bambini, e ve ne sono, soggetti al comportamento cosiddetto "soil-pica" in base al quale continuano a metter in bocca sassi, terra, zolle, ingerendo giornalmente da 1 a 5 grammi di terra-polvere); è preoccupante sapere che la Rosta Fredda, "a valle degli scarichi", sia sostanzialmente "morta" in quanto nei suoi sedimenti vi sono delle concentrazioni affatto trascurabili di dl-PCBs (mediamente 9ngTEQ/Kg ), non vi sono né gamberi, né marsoni, né freghe (trote in riproduzione) ovvero nessuna traccia di quella fauna ittica che esige un acqua ed un ambiente sano come quello, guarda caso, "a monte" degli stessi scarichi; è preoccupante sapere che l'erba esaminata nella zona circostante sia risultata al limite di norma per diossine e diossino-simili e che due campioni di latte di mucche nutrite con tale erba siano risultati preoccupanti.

 

Noi dell'ISDE non vogliamo allarmare, caro Voltolini. Vogliamo solo capire. Ed approfitto di questo punto per ribadire per l'ennesima volta, a nome dei Medici per l'Ambiente, che mai e poi mai si è voluto creare un'atmosfera di "condanna" degli operai e tanto meno delle loro famiglie. Anzi. Saremmo in prima fila a denunciare e prendere le distanze da tali eventuali incivili comportamenti. Noi ci siamo sempre interessati e preoccupati della loro salute e dell'ambiente in cui vivono. Null'altro.

 


Limiti per le diossine

Una legge contro i veleni dell'Acciaieria

l’Adige - Giovanni Kessler ed altri, 19 settembre 2010


Qualche giorno fa, nel presentare la discussione in corso in Consiglio sulle proposte di legge di aggiornamento del testo unico delle leggi sull'ambiente, l'Adige titolava «Kessler contro la giunta». Una sintesi giornalistica un po' affrettata, che merita qualche approfondimento.

 

Il disegno di legge che abbiamo presentato in nessun modo può essere interpretato come un attacco al governo provinciale. Partendo dall'analisi della situazione dell'acciaieria di Borgo, abbiamo ritenuto necessario procedere all'aggiornamento della tabella, stabilita con legge provinciale, che fissa i limiti massimi consentiti per l'immissione in atmosfera delle sostanze inquinanti da parte degli impianti industriali nel nostro territorio.

Abbiamo quindi fissato dei limiti per le diossine e per gli idrocarburi policiclici aromatici, due gruppi di veleni particolarmente nocivi, non ancora considerati dalla nostra legislazione provinciale. Abbiamo inoltre previsto l'abolizione di una deroga che consente agli impianti esistenti di «sforare» i limiti imposti per legge all'inquinamento dell'ambiente, deroga richiesta alla precedente giunta dalla proprietà dell'acciaieria della Valsugana e concessa un po' troppo frettolosamente dal Consiglio provinciale nella scorsa legislatura.

 

Su queste materie la giunta non aveva avanzato alcuna proposta di legge, né aveva manifestato l'intenzione di farlo; né si poteva pensare che vi fosse una qualche ragione di sua opposizione a tali proposte. Abbiamo quindi semplicemente esercitato il nostro mandato di consiglieri eletti dal popolo, con l'unico scopo di migliorare la legislazione e l'ambiente del Trentino.

 

Sollecitata dalla nostra iniziativa, la giunta provinciale ha poi ritenuto di presentare una sua proposta di legge in merito. Su di esse, e su quella presentata dalla Lega, si è ora aperto il confronto nella commissione consiliare competente. Tutte le proposte prevedono l'abolizione della deroga concessa nel 2008. La proposta della giunta, tuttavia, introduce la possibilità che l'Agenzia provinciale per l'ambiente, nel concedere ad un impianto l'autorizzazione integrata ambientale, possa fissare «valori limite supplementari» diversi, e quindi superiori, a quelli fissati dalla legislazione provinciale per quanto riguarda il «flusso di massa» dei vari inquinanti (cioè la quantità totale emessa in un tempo definito). La deroga quindi, scacciata dalla porta, rientrerebbe dalla finestra. 

 

Inoltre nell'articolo titolato «disposizioni transitorie e finali» il disegno di legge della giunta introduce una previsione specifica per «gli impianti metallurgici con processi termici esistenti». Non tragga in inganno il plurale utilizzato: in Trentino vi è un solo impianto di quel genere, l'acciaieria di Borgo.

Ebbene, con una norma ad hoc, la giunta prevede che la quantità massima di diossine che possono essere immesse nell'ambiente da quello stabilimento sia sì di 0,1 nanogrammi per metro cubo, come previsto dagli altri disegni di legge, ma «calcolato come valore medio annuale», anziché come quantità massima oraria, così come avviene per tutti gli altri inquinanti e per tutti gli altri stabilimenti industriali, in base alla normativa provinciale vigente. Secondo la giunta quindi, l'acciaieria Valsugana -e solo quell'impianto- potrebbe inquinare alla grande per dieci mesi, poi chiudere per ferie un paio di mesi ed essere perfettamente in regola. Come dire ad un automobilista: «puoi anche superare il limite dei 100 km all'ora, basta che alla fine dell'anno la media della tua velocità (compresa quella con cui entri in garage) non superi i 100 km orari».

Difficile capire il senso di tali norme tagliate su misura, che contraddicono la volontà dichiarata al primo articolo di abolire le deroghe. Tanto più incomprensibile è tale previsione se si pensa che, come è stato confermato anche nelle audizioni appena effettuate, da almeno un anno l'acciaieria di Borgo non ha mai superato il limite di 0,1 nanogrammi all'ora di diossina, né gli altri limiti che verrebbero reintrodotti per effetto dell'abolizione della deroga del 2008. Dopo i recenti lavori di ristrutturazione (e dopo l'accensione dei riflettori della magistratura e dell'opinione pubblica) quell'impianto ha già dimostrato di rispettare pienamente le norme più severe.

Il disegno della giunta contiene anche interessanti proposte, come quelle per consentire la partecipazione popolare al controllo delle emissioni, che consentono di arricchire significativamente il quadro normativo. Siamo certi quindi che le ragioni positive che sostengono tutte le tre proposte all'esame del Consiglio consentiranno di giungere ad un testo finale unitario e condiviso, nell'unico interesse di tutelare il nostro ambiente, la salute della nostra gente e l'attività di impresa responsabile.

 

Giovanni Kessler, Mattia Civico, Margherita Cogo, Roberto Bombarda, Mario Magnani

Firmatari del disegno di legge n. 137 «Modificazioni del testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti»