Dossier sulla questione ambientale in Bassa Valsugana

Dossier sulla questione ambientale in Bassa Valsugana
Il caso dell'Acciaieria Valsugana S.p.A.
A cura di ISDE Italia

Leggi il dossier


(Leggi "Istituzioni contro"  di Ettore Paris - Questotrentino)


Stralcio del dossier, pagg. 5, 6, 7 e 32


“Nel documento “Rischi potenziali sulla salute correlati all’inquinamento industriale in Bassa Valsugana – Ruolo dell’acciaieria nel contesto generale” sono specificati meglio i danni alla salute dagli inquinanti che emette l’acciaieria.

[...]

Dopo la presentazione di questo documento nel gennaio 2010, la Provincia Autonoma pubblica uno studio ambientale nel quale vengono analizzati i terreni per un’area molto vasta che va da Trento a Grigno. Vengono dosati diossine/furani, policlorobifenili (PCB), metalli pesanti. Sono stati analizzati anche alcuni campioni di latte e una trota proveniente dalla vicina troticoltura Cappello situata a circa 1000 m dall’impianto.

I risultati dello studio vengono espressi nella ”Relazione di Sintesi del 4 marzo” presentata personalmente dai vertici provinciali alla popolazione di Borgo il giorno 11 marzo 2010 davanti a circa 1000 persone.

APPA e Provincia escludono qualsiasi evidenza di inquinamento ambientale che derivi dall’acciaieria e sostengono che i dati sui tumori non si differenzino dagli altri distretti del Trentino.


Il nostro gruppo ISDE ritiene questo studio gravemente carente e criticabile sotto vari profili e, sulla scorta di nuove analisi indipendenti, finanziate dagli stessi increduli e diffidenti cittadini della zona, pubblica una relazione presentata alla popolazione di Borgo e della Valsugana il giorno 27 aprile 2010 e depositata presso la Procura della Repubblica di Trento con titolo "Risultati delle analisi sanitario-ambientali effettuate in Bassa Valsugana".

L’apparente contrasto fra le analisi APPA e le nostre analisi è spiegato facilmente dal fatto che il lavoro del gruppo ISDE va a indagare matrici ambientali non prese in considerazione dalla Provincia (erba, sedimenti fluviali, fauna ittica non d’allevamento). Inoltre seleziona le stalle dove viene campionato il latte con criterio diverso, sulla base del rischio espositivo degli animali, ovvero in base al foraggio utilizzato.

Nel frattempo, all’insaputa del gruppo ISDE, l’Istituto Superiore di Sanità, che pur aveva partecipato con alcuni consulenti al gruppo di lavoro autore della Relazione di sintesi della Provincia, produce un documento di analisi ambientale, a firma del direttore stesso dell’istituto, dott.ssa Musmeci, il quale porta a conclusioni sostanzialmente diverse da quelle della Provincia.


Del documento in questione, in particolare, si riporta quanto segue:

"... Per quanto riguarda i metalli va notato che, per tutti i campioni relativi al Comune di Borgo Valsugana, si evidenziano concentrazioni mediamente superiori a quelle riscontrate negli altri punti di campionamento, con valori in assoluto più alti relativamente ad Antimonio, Berillio, Cromo totale, Piombo, Rame, Vanadio e Zinco. In particolare, il campione "anomalo" 8-Borgo Valsugana supera il limite per il Rame.

... Per le aree che hanno evidenziato sporadicamente alte concentrazioni per i diversi inquinanti, si rende necessario continuare la sorveglianza nel tempo, anche considerando campagne di rilevamento integrate con quelle relative ai rilevamenti deposimetrici. Questo al fine di sorvegliare nel tempo e verificare che non vi siano in atto possibili fenomeni di accumulo derivanti da sorgenti antropiche, che possano costituire un rischio igienico sanitario.

... La documentazione fin qui acquisita contiene una serie di elementi relativi alla contaminazione di alcune matrici ambientali, ma nessun dato relativo allo stato di salute della popolazione o di suoi sottogruppi.

... La consapevolezza, derivante dalla letteratura scientifica internazionale, del potenziale impatto ambientale e sanitario delle acciaierie, insieme all’esame anche preliminare dei risultati delle misure degli inquinanti indagati, giustifica la richiesta di effettuare una valutazione dei possibili effetti avversi sulla salute dello stabilimento di Borgo Valsugana.

... Non è infatti ipotizzabile alcun esercizio di stima dell'impatto dell’acciaieria in assenza di una disaggregazione geografica dei dati sanitari a livello sub-comunale, tale da essere coerente con i modelli di diffusione degli inquinanti in esame. A tal proposito si fa presente che i documenti fino ad oggi disponibili, che presentano la distribuzione della mortalità e dell’incidenza dei tumori a livello di comprensorio, non sono informativi per la valutazione dell’impatto sanitario dell’acciaieria, che richiede un approccio epidemiologico di tipo analitico...".


Su questo specifico punto in particolare si richiama l’attenzione che la Provincia, attraverso il dr. Betta, ha dichiarato di non intendere avviare studi epidemiologici analitici georeferenziati come raccomandato dallo stesso ISS, fino a quando non si riscontrino evidenze macroscopiche con i dati dell’Osservatorio Epidemiologico.  


Il tentativo di non rendere disponibile, anzi di occultare tale documento, fondamentale per contestualizzare la situazione, e l’avvio di monitoraggi sulla popolazione senza poter discutere meriti e metodi, ha portato il gruppo ISDE ad abbandonare il tavolo di confronto con la Provincia e a continuare le ricerche in forma autonoma.

L’acquisizione di tutti i dati disponibili da parte dell’APPA e della Procura, integrati con quelli acquisiti da noi, ha permesso di formulare la seguente analisi ambientale che esponiamo in sintesi in questa memoria.

 

[...]


6. Conclusioni


Allo stato attuale delle nostre ricerche possiamo affermare che il danno ambientale riconducibile alle attività dell'acciaieria emerge dalla:


-    distribuzione e qualità delle deposizioni polverulente; le polveri della copertura OVAL come di altri siti presentano contenuti di POPs e metalli pesanti tali da farle rientrare nei rifiuti destinati a recupero (cod. CER 10.02.07). Le caratteristiche chimiche e morfologiche dimostrate al SEM (microscopio elettronico a scansione) provano l’inequivocabilità della fonte (acciaieria);

-    distribuzione e qualità di sedimenti e fauna ittica della Rosta fredda.


Il legame fra scarichi e Rosta Fredda e qualità dei sedimenti e delle trote è indubbio.


Considerato che la Rosta fredda affluisce nel Brenta si ritiene che in un certo suo tratto si ritrovino, seppure diluite, le alterazioni della Rosta Fredda. Per di più nello stesso tratto convergono gli scarichi delle acque bianche provenienti da OVAL e in generale dagli edifici e strutture della zona artigianale.


Sulla base dei dati esposti si prospetta le opportunità che:


-    Per la Rosta fredda e il tratto di Brenta interessato si programmino biomonitoraggi sugli indicatori ecologici; inoltre che si tenga conto di eventuali futuri (e passati) dragaggi o ridistribuzioni dei sedimenti della Rosta. Quale destinazione d’uso stanti gli alti contenuti di POPs e di metalli?

-    Per i terreni più esposti alle ricadute di polveri (prati, orti, etc) è opportuno programmare test di rilascio al fine di valutare se e quali elementi chimici o sostanze risultino assimilabili diventando biodisponibili all’ecosistema.”