Una marmellata alla biomassa, tra sufficienza e nuovi inquinanti

Una marmellata alla biomassa, tra sufficienza e nuovi inquinanti

 

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La Valsugana e l'ambiente che verrà

Il Fatto24Ore.it - Paolo Chiesa, 22 ottobre 2014

 

La Valsugana pare abbonata alle truffe “ecologiche”, dalle antiche alle moderne.

35 anni fa, al miraggio di lavoro e benessere, si diede avvio alla produzione di Acciaieria Valsugana. Ora, dopo sequestri e scorie tossiche distribuite in ogni dove in valle, la Valsugana sembra ritornare al quieto vivere. Si inquina come prima ma si deve convenire che si sta meglio.

Molto quieto vivere, come dalle parti di Novaledo dove un’industria di marmellate, nel segno dell’ecologia, intende realizzare a fianco del suo nuovo stabilimento una centrale a biomassa, ecologica anch’essa.

Da una parte la signora Eliana Dalceggio (su l’Adige, 18 ottobre 2014), pensiamo in buona compagnia, ringrazia la Menz & Gasser di tanto investimento e filantropia, senza chiedersi di cosa si tratta e a chi conviene. L’imprenditore magnate, infatti, ha sempre ragione.

Dall’altra, il giorno dopo, l’astronomo Massimo Cecconi, dalle Canarie, chiude l’intervista di Renzo Grosselli «Cercando altra vita in giro per l’universo» citando Montanelli: «… che, quando Alain Elkann, in una delle sue tante interviste, gli chiese se l’Italia avesse un domani, gli rispose seccamente: “Per l’Italia nessuno. Per gli italiani uno brillantissimo. Come servi”».

E per un Trentino aspirante alle nuove servitù, pare ritorni in suo soccorso il vecchio che avanza, quel Lorenzo Dellai che non ne può più dell’anonima politica nella capitale. In Trentino indubbiamente si stava meglio, qui non c’è così bisogno di grandi sgomitate e mediazioni.

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 22 ottobre 2014