Acciaieria e inquinamenti in Valsugana: chi li cerca ne trova in gran quantità

Acciaieria e inquinamenti in Valsugana: chi li cerca ne trova in gran quantità

Chi non può cercarli non deve trovarli né negli animali né nelle persone

 

 

Le nuove analisi commissionate dal Comitato 26 Gennaio sul fegato di due povere pecore riconfermano ciò che non si vorrebbe si sapesse sulla gravità dell’inquinamento industriale a Borgo Valsugana e fin dove il vento aiuta. In tempi di crisi occupazionale, ma con «tanti cassintegrati [che] rifiutano il lavoro», sembra debba valere su tutto il centinaio di posti di lavoro occupati dall'azienda. Quanto siano sani importa meno, inclusa la salute di adulti e bambini dell’ampio circondario.

La siderurgia valsuganotta non vede l’ora di riprendere a fumare, tra un’emissione secondaria notturna e l’altra (riprese dai soliti amatori) che, ieri come oggi, sembrerebbero destinate a fuoriuscire generosamente da una struttura al capolinea.

 

Tra i leitmotiv di questa grigia vicenda vince l’Oscar della timidezza l’ente pubblico che non fa ciò che fanno cittadini e comitati. Lo si è visto anche nelle pieghe dei faldoni del processo “Fumo negli occhi”, e si vorrebbe continuasse a non vedere ciò che è costituzionalmente deputato ai doveri della pubblica sanità. Questa, in Trentino, come a Taranto, malgrado l’assunzione dell’inossidabile eco-green Edo Ronchi, è occupazione per volontari.

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 14 giugno 2013

 

 

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