Nuovi inceneritori camuffati da bio-gas/masse crescono come funghi

Nuovi inceneritori camuffati da bio-gas/masse crescono come funghi

In attesa della marcia di “Terre Nostre” del 25 maggio 2013 ad Assisi

 

 

Nel merito delle osservazioni allo “Studio di fattibilità nuove reti di teleriscaldamento alimentate da termovalorizzatore Trento Nord”, il direttivo di Nimby trentino concludeva:

 

In conclusione, a più di un anno dalla consegna dello Studio Zorer, non appare alcuna convenienza alla realizzazione della rete di teleriscaldamento…

Si può, invece, risparmiare e svolgere attività redditizie investendo nella riduzione dei consumi, senza installare gigantesche reti di teleriscaldamento che mettono per anni a soqquadro le città e risultano spesso inamovibili nel futuro.

È evidente che gli amministratori dei Comuni devono decidere se vogliono spingere – come fa il resto d’Europa - verso il decentramento, o ancora verso l’accentramento dell’energia nelle mani di pochi.

In Germania si sostiene da anni la via del decentramento sia con la micro-cogenerazione, sia con l’utilizzo dell’energia solare; in Italia invece i monopolisti dell’energia continuano a ripetere che “non ci sono ancora le condizioni” e insistono sull’utilizzo di combustibili inquinanti, quali rifiuti industriali, combustibili da rifiuti, etc.

Eppure il paradigma del decentramento, mettendo il potere energetico nelle mani di molti, produce ricchezza distribuita, sviluppa nuove professioni e conoscenze e crea importanti occasioni di lavoro.

 

Vale anche per quanto riguarda la prevista centrale a biomassa a cippato di Borgo-Castenuovo che Stet Spa vorrebbe realizzare.

Alla Valsugana non basta un’acciaieria altamente inquinante, con ripetuti sforamenti delle pm10 (e pm2,5), si vorrebbe continuare a implementare il suo carico inquinante.

Per sapere qualcosa sulle emissioni di questi inceneritori camuffati, il sindaco di Borgo Fabio Dalledonne potrebbe chiedere al suo collega di Enego per quale ragione il comune dell’Altopiano dei Sette Comuni ha rinunciato alla costruzione di una centrale a biomassa legnosa.

Così come potrebbe informarsi sulla situazione emissiva delle centrali a biomasse del Trevigiano. Il monitoraggio di quelle centrali, con centinaia di rapporti di prova, contenuto in uno studio realizzato dalla Provincia di Treviso, ha dimostrato il loro elevato impatto con le diossine quattro o 5 volte superiori ai limiti di emissione, ed altro ancora.

Da quelle parti i dati si possono trovare, in Alto Adige (o in Trentino), invece, è un po’ più complicato sapere cosa e quanto emette la settantina di centrali a biomassa in attività.

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 27 aprile 2013

 

 


     Associazione Micologica Bresadola – Gruppo di Messina