Bassa Valsugana

Il “Trentino” informa tifando biomassa Menz & Gasser

Il “Trentino” informa tifando biomassa Menz & Gasser

Sul Trentino del 29 novembre il direttore Alberto Faustini risponde alla signora Alessandra Sordo sulla questione biomasse di Menz & Gasser (leggi in fondo). Scrive il direttore: “Su questa vicenda intendiamo fare la massima chiarezza, cercando ovviamente di non fare il tifo per una soluzione (ammesso che sia una soluzione) o per chi s’è decisamente schierato contro l’ipotesi dell’impianto…”.

Non intendiamo annoiare i lettori e il direttore riportando i titoli degli articoli che il Trentino ha dedicato alla questione biomasse di Novaledo, dai quali traspare la posizione del suo giornale a favore dell’impianto. D’altronde, a parte il suo direttore, lo hanno capito tutti che il Trentino e il giornalista che ne scrive, tifano per la biomassa di Novaledo e per l’Amministrazione che la sostiene.

È legittimo, seppure discutibile, che un giornale informi promuovendo la scelta di un privato, non sarebbe la prima volta (1); non si vede perché si debba negare questa ovvietà. I maldestri tentativi del direttore di far quadrare i conti (altrui), sostenendo pari condicio ai pro e ai contro, non aiutano la conoscenza né dei perché delle scelte né dei fatti. Laddove le une privilegiano gli interessi di un soggetto privato, gli altri penalizzano un’intera comunità (extra comunale) e la qualità della vivibilità di un territorio già gravato da gravi criticità ambientali.

Restando alla perizia dell’ing. Francesco Chiosi sulla biomassa di Menz & Gasser, il Trentino è lesto a riportare la voce della tifoseria dell’Amministrazione del comune di Novaledo, riportando tuttavia un aspetto della perizia.

Glissa sui limiti evidenti del progetto depositato in Provincia da Menz & Gasser, tace sulle osservazioni portate dall’ing. Chiosi che svuotano di senso e contenuto la stessa delibera autorizzativa della Provincia. Ad esempio, quella sulla questione dirimente del tipo di combustibile che andrebbe ad alimentare la centrale a biomassa. Tace sul contenuto dello studio di impatto atmosferico presentato assieme alla perizia.

È evidente che in questo monocorde panorama informativo del Trentino e dell’Amministrazione di Novaledo gli approfondimenti su questa o quella delibera, su questa o quella perizia, non possono che essere fatti propri e valutati, come deve essere, da chi non vuole aggiungere, su una Valsugana già compromessa, ulteriori carichi inquinanti.

Forse di tutto questo il direttore del Trentino non sa nulla, o forse lo sa nella consapevolezza che è sufficiente che ognuno dei singoli inquinanti, attuali e futuri, rientri nei “limiti di legge”. Senza alcuna tifoseria a verificare se, chi, come e quando abbia o avrà il tempo e la voglia di accertarne la consistenza e i suoi impatti cumulativi.

Adriano Rizzoli, 13 dicembre 2015  

Nota 

1. Ricordiamo quando il direttore Alberto Faustini, 5 anni fa, tifava per la scelta della Provincia di costruire quel “termovalorizzatore” che, poco più di un mese prima di quel bando deserto e a conti fatti, non valorizzava nulla, nemmeno i bilanci delle Società dei proponenti.

Concludeva Faustini: “Intendiamoci: il bando di gara è magnifico, restrittivo, pieno di tutele e di paletti, rigoroso. Manca una cosa fondamentale, in questa partita: l’assunzione diretta di responsabilità da parte del Comune e della Provincia. Se un termovalorizzatore è necessario, la politica non deve più perdere tempo. Ma deve metterci la faccia fino in fondo”.

Faustini, malgrado fosse informato e cercasse di informare, evitò di scrivere che proprio il rigore di quel bando conteneva alcuni “paletti”, palesi ed occulti, che dovevano portare al deserto di offerte alla scadenza del bando del 20 dicembre 2010, 43 giorni dopo il suo editoriale “L’inceneritore non si «delega»” sopra linkato. Un titolo dal quale traspariva il tifo per una scelta, datata a 10 anni prima, alla quale credevano solo gli irriducibili. Faustini non doveva scrivere, per non nuocere, che Comune e Provincia l’assunzione di responsabilità se l’erano già presa. Dovevano solo perder tempo e metterci la faccia un po’ alla volta, fino all’ottobre di due anni dopo quell'unico bando deserto, quando l’allora presidente Alberto Pacher potè dichiararlo al Tg3.

3 settimane dopo l'editoriale del direttore del Trentino, alcuni cittadini - non giornalisti - diedero notizia della diffusione dell'inchiesta su chi e perché voleva costruire l'inceneritore "L'inceneritore è nudo". Ogni riferimento a persone o fatti non era puramente casuale, alla portata di qualsiasi buon giornalista se avesse voluto saperne di più.

 

La lettera di Alessandra Sordo pubblicata sul Trentino, 29 novembre 2015

(leggi qui la sua versione integrale)

A proposito dell’incontro che si è tenuto l’altra sera a Novaledo, non è vero che «la perizia ha promosso la biomassa». Molti si sono persi la relazione dell’ingegner Chiosi. In realtà la perizia commissionata dal Comune di Novaledo ha evidenziato come tutti i timori dei Comitati fossero estremamente fondati.

La perizia evidenzia che l’utilizzo di Herbal Crops va evitato al 100% perché produce diossine; come si debba anche evitare, tramite un doppio sistema di filtrazione, l’emissione in by pass ed altri accorgimenti per rendere meno impattante l’impianto rispetto a ciò che è stato autorizzato dalla Provincia Autonoma di Trento! Estremamente illuminante, anche per i non addetti ai lavori, è stata la slide che evidenziava come, nonostante le eventuali migliorie suggerite, la qualità dell’aria subirà un notevole peggioramento. In pratica come se il traffico della statale 47 venisse raddoppiato. Le faccio presente che in Valsugana, oltre alla pesante incidenza di tumori, vi è una crescita di malformazioni neonatali di origine ambientale. La Provincia, che tanto discute di spese sanitarie inutili dovrebbe fare uno studio serio ed approfondito su questa problematica prima di autorizzare nuove emissioni a discapito della salute pubblica!

 

La risposta del direttore Alberto Faustini

Su questa vicenda intendiamo fare la massima chiarezza, cercando ovviamente di non fare il tifo per una soluzione (ammesso che sia una soluzione) o per chi s’è decisamente schierato contro l’ipotesi dell’impianto: se l’abbiamo delusa raccontando l’incontro dell’altra sera, cercheremo di recuperare. Ascoltando tutti e ospitando più voci, più pareri, più analisi. Perché è questo che deve fare un giornale: mettere a disposizione dei lettori più punti di vista affinché ognuno di loro possa poi averlo, un punto di vista. Non è facile. Qualche volta si commettono degli errori. Ma non smetteremo di porci e di porre domande.