Bassa Valsugana

La Provincia riconferma e si "autoassolve" su biomassa Novaledo

La Provincia riconferma e si "autoassolve" su biomassa Novaledo

Poteva accadere il contrario?

Da una parte una piccola Amministrazione che evidenzia, amplificando, solo una parte della perizia dell’ing. Francesco Chiosi, minimizzando su qualsiasi altra valutazione critica. Con la stessa amministrazione che conseguentemente, ancor prima di sapere il contenuto della perizia, programma e impone il suo dogma: questa cosa s’ha da fare senza se e senza ma.

Ci chiediamo a che pro spendere 12.000 € se il dogma deve rimanere tal quale sin dai tempi della decisione della maggioranza con sindaco Attilio Iseppi.

A che pro il sindaco Iseppi scarica(va) sulla Provincia responsabilità e decisione su fattibilità della biomassa di Novaledo se questa maggioranza comunale si è assunta pari responsabilità (della Provincia, e prima di essa) di interpretare ad usum delphini la perizia dell’ing. Chiosi?

Ed allo stesso tempo, a che pro una Provincia minimizza su alcuni valori e “limiti di legge” (1), trascurandone altri, sia di quelli autorizzati sia di qualsiasi altra valutazione o perizia, favorevole comunque alla decisione di assecondare i capricci di un’azienda?

Poteva la Terza commissione provinciale, deputata al parere su un impianto già deliberato, porsi in conflitto con quanto deciso dall'assessorato di Mauro Gilmozzi?

Una vicenda in cui chi decide e autorizza è parte in causa, sapendo e volendo sia per ragioni di partito sia a causa di logiche di scambio, di scontati consensi dentro o fuori una maggioranza.

Attendiamo e arriveranno, ancor più che dai vaghi auspici di Alessio Manica (leggi sotto in calce all'articolo de l'Adige), altri approfondimenti tecnici e fors’anche politici, forse stavolta meno diretti e più disinteressati.

Redazione Ecce Terra, 5 dicembre 2015

1. Rispettati solo sulla carta, senza alcuna reale garanzia su controlli e monitoraggi, sempre se e di là da venire essendo in capo alle convenienze e opportunità di un privato. Cosa sta accadendo alle acciaierie di Borgo?

 

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