Bassa Valsugana

Quanto fumo negli occhi alla gente di Valsugana

I fumi del bruciatore

e il fumo negli occhi alla gente di Valsugana

Non bastano quelli di un’acciaieria a poca distanza da Novaledo con vento e pressione che vanno come pare loro*. Secondo la Provincia, sindaci e Menz & Gasser è necessario aggiungere anche quelli del previsto “trigeneratore” a biomasse di Novaledo.

Il comunicato di Respiro di Valsugana, sotto riportato, cita la “proposta amena” fatta da Appa che censirebbe le stufe domestiche per “ripulirle”. Aspettiamo fiduciosi voglia ripulire anche l’acciaieria di Borgo sulla quale la Provincia si attiva quando può, solo se costretta, come nel caso dei sequestri della magistratura. 

Redazione Ecce Terra, 6 ottobre 2015

* Sotto si vedono quelli dello scorso settembre che continuano a fuoriuscire abbondanti e incontrollati dall’acciaieria. Qui il resoconto della serata pubblica dello scorso 23 settembre tenuta a Borgo dal Comitato 26 Gennaio che ha fatto il punto anche sull’attuale “quadro emissivo”.

I FUMI DEL BRUCIATORE

E IL FUMO NEGLI OCCHI ALLA GENTE DI VALSUGANA

Serata presso la Sala polivalente di Casa Zen

a Novaledo - venerdì 9 ottobre

partecipano

dottor Franco Giacomin,

dell’Ufficio Emissioni in Atmosfera ed Autorizzazioni Integrate Ambientali della Provincia di Treviso,

don Gabriele Scalmana che opera per la Pastorale Sociale della Diocesi di Brescia.

Hanno gettato dell'altro fumo, stavolta negli occhi della gente presente alla serata di Roncegno del 23 luglio scorso. Matthias Gasser, la dirigenza Appa e l'assessore Gilmozzi, con la presenza di sindaco e vicesindaco di Novaledo, consci delle falle del progetto imposto alle nostre comunità, all'incontro con la popolazione, hanno proposto... una valanga di parole. Nessun fatto, nessun atto amministrativo concreto. E parole che pure se fossero realizzate, non diminuirebbero affatto la pericolosità di quel bruciatore a biomasse che la Menz & Gasser vorrebbe realizzare come business elettrico che le permetterà di introitare 1,6 milioni di euro all’anno con la vendita, facilitata dalla contribuzione pubblica, dell'energia elettrica prodotta.

Come commentava a fine serata il dottor Franco Giacomin, che professionalmente si occupa di emissioni industriali a Treviso: “Nessuna modifica sostanziale al progetto già approvato dalla Provincia è stata proposta”. Dalle parole di un tecnico di alto profilo, questo risulta essere stato il risultato di quell’incontro in pompa magna. Le proposte scaturite dall’incontro di Roncegno peraltro hanno puntato tutto sui problemi causati dall’emissione di polveri da parte del bruciatore Menz & Gasser mentre quasi nulla è stato detto sugli altri inquinanti estremamente dannosi alla salute, come gli ossidi di azoto, che con quell'impianto vedrebbero più che raddoppiata la loro presenza nell'aria che respiriamo. E lo stesso discorso vale anche per l’ammoniaca, per i metalli, il benzopirene ed i microinquinanti organici.

Non si è avuto notizia di vincoli precisi, scritti e definitivi, posti a Menz & Gasser, per usare come combustibile nell'impianto a biomassa solo legno, pulito e vergine. E non anche “scarti di lavorazione” (pregni spesso di vernici e di altri inquinanti), scarti industriali quindi che, stante la corrente legislazione, e a fronte delle attuali autorizzazioni, Menz & Gasser potrebbe usare. Del resto, si è voluto un'altra volta dimenticare che il cippato vergine in Trentino non è praticamente più disponibile, come affermato in passato dalle stesse autorità provinciali. E a nulla vale dichiarare, come è stato fatto a Roncegno, che quel prodotto verrà consegnato alla Menz & Gasser dalla vicina azienda che lavora legnami: disporrà questa azienda delle 19.000 tonnellate di scarti che l'azienda di marmellate promette di bruciare? O invece dovrà “importarli”, con un nuovo aumento degli inquinanti, dovuto ai camion? E i controlli sulla qualità del legname usato 330 giorni all'anno e delle emissioni? Insufficienti e praticamente in mano alla sola azienda, come nel progetto.

Crediamo che la Provincia di Trento necessiti di funzionari che sappiano difendere i beni comuni della cittadinanza: aria, acqua, terra, salute. A tal fine, non dovrebbero esprimersi ed agire in modi che li confondano con il personale dell’azienda. Lasciano stupefatti certi atteggiamenti ossequiosi nei confronti di Matthias Gasser.

In quella serata si è notato, tra l’altro, il silenzio dei sindaci, surreale, da parte di coloro che dovrebbero difendere la salute pubblica. Si sono manifestati solo il sindaco e il vicesindaco di Novaledo in un balletto da oppositori a sostenitori difficilmente comprensibile per la popolazione, mentre Roncegno e Levico in questa brutta storia appaiono come delle comparse, come se la loro cittadinanza non sia coinvolta da quel fumo che scaturirebbe a poche centinaia di metri dagli abitati che amministrano (si pensi a Marter, Barco e Campiello) diventandone uno dei biglietti da visita.

Appa e Menz&Gasser hanno chiesto in assemblea l’intervento di un possibile fornitore di un nuovo sistema di filtraggio delle polveri che, da noi interpellato, ha asserito alla fine che comunque a lui non era giunta alcuna richiesta di preventivo. Si è poi accennato ad un freno più deciso alla possibilità di un uso “selvaggio” del by-pass ai fumi (che permette all'azienda, in molti casi, di immettere direttamente in aria tutte le emissioni, senza filtraggio): ma questa novità non si è tradotta in nuove “autorizzazioni”.

L'ultima proposta fatta da Gilmozzi e dall'Appa è parsa piuttosto amena. A fronte dell'aumento delle polveri nell'aria della Valsugana, la Provincia con i soldi dei contribuenti (e perché non la Menz & Gasser?) interverrebbe presso le famiglie che attualmente usano stufe nelle loro case: censendole, prevedendo uno studio sulla combustione ed eventualmente delle azioni per “pulire queste macchine”. Ma se tra Novaledo e Marter si può calcolare che 200-300 le famiglie, che si riscaldano “anche” con le stufe, consumeranno in un inverno una quantità irrisoria di legna rispetto al bruciatore, che da progetto approvato dall'Appa, ne fagociterà 19.000 tonnellate annue, bruciando notte e giorno, 330 giorni su 365, dove sta la congruenza dell'operazione? Nei casi di impianti a biomassa funzionanti a cippato, in Trentino, la compensazione viene dall'aver attivato il teleriscaldamento, portando alla soppressione di centinaia di centraline familiari ed aziendali funzionanti a petrolio, col carico notevole di inquinamento che esse comportano. Di qui l'asserzione, proposta più volte anche sui giornali dall'assessore Gilmozzi: “NIENTE BIOMASSE IN TERRITORI METANIZZATI”.

Come la Valsugana, aggiungiamo noi.

Perché allora a Roncegno solo chiacchiere, senza impegni scritti, senza nuove delibere provinciali?
Per la creazione di un bruciatore, creato da una azienda che produce marmellate, il cui progetto non era stato sottoposto all'attenzione della popolazione se non al momento della sua approvazione?

Per un impianto che, pur nascendo in zona considerata bisognosa “di risanamento della qualità dell'aria”, non ha visto il progetto sottoposto ad una Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), come previsto invece dalla normativa della Comunità Europea? Perché quest’ostinazione nel non voler continuare a servirsi del metano, che come affermato pure dall’assessore, è meno inquinante delle biomasse?

BUSINESS ELETTRICO, è questo, SIGNORI?

Per valutare a fondo quanto scaturito dalla “notte estiva” di Roncegno, per esplorare la relazione tra comunità e territorio, magari alla luce di "Laudato si’", la nuova enciclica del Papa, siamo tutti invitati ad un incontro, che si terrà venerdì 9 ottobre presso la Sala polivalente di Casa Zen, a Novaledo. La serata inizierà nella piazzetta del Comune di Novaledo, alle ore 20:15, dove, in una breve cerimonia, verrà ricordato che il pesante carico di inquinamento prodotto dal bruciatore della Menz & Gasser se realizzato, colpirà non solo la nostra salute ma anche e soprattutto quella dei nostri bambini. Alle 20.45 ci sposteremo alla vicina Casa Zen per l'incontro con i nostri ospiti.

RESPIRO DI VALSUGANA, con la collaborazione di VALSUGANATTIVA e COMITATO 26 GENNAIO