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Libero pensiero e auto-commissariamento Ilva

Libero pensiero e auto-commissariamento Ilva

 

 

Sul commissariamento dell’Ilva, il neo ministro allo Sviluppo economico Flavio Zanonato dice:

L’impatto economico negativo è stato valutato attorno a oltre 8 miliardi di euro annui, imputabile per circa 6 miliardi alla crescita delle importazioni… L’importanza strategica di questo complesso industriale non può però far venir meno gli obblighi di tutela ambientale da cui dipende la qualità della vita dei cittadini di Taranto, la crescita economica e la salvaguardia della salute, non solo in particolare in questo caso, due diritti contrapposti… ”.


Eppure la Ragioneria dello Stato non riesce a quantificare il danno complessivo su ambiente, salute ed altre perdute attività produttive prodotto da decenni di dissennata attività industriale a Taranto e poi valutare, con il contributo dei 34.000 cittadini che si sono recati a votare al referendum dello scorso aprile, qual è il senso e il fine dei vuoti richiami alle contrapposizioni tra diritto alla salute o al lavoro, ma anche alle complicità tra proprietà e lo stesso Stato.


Il ministro Zanonato potrebbe recarsi in vacanza a Taranto per fare un sopralluogo con filmato sul diffuso stato emissivo secondario di Ilva, come quello sotto di Luciano Manna; per farsi un’idea del danno sanitario - da circa quanti miliardi di euro? - e delle conseguenze sulla popolazione infantile, potrebbe accettare l’invito ad informarsi della pediatra Annamaria Moschetti che ha consegnato questa lettera al vescovo di Taranto.


 

 

In un altro intervento sul Fatto Quotidiano Alessandro Marescotti ri-puntualizza con numeri e date in I nastri trasportatori dell’Ilva, una commedia all’italiana sulle approssimative affermazioni del neo senatore del Pd Massimo Mucchetti, un tempo informato giornalista.


Una mediocre pagina su ipotetici attivismi la scrive il tarantino Alessandro Furnari, già ex di M5S; un anno fa diceva: “Per noi la presenza in lista è una conseguenza e non un fine… Il Movimento Cinque Stelle è contrario alle logiche che hanno governato in questi anni la politica italiana. Noi non facciamo alleanze. Se qualcuno la pensa come noi allora deve entrare nel movimento.”

Infatti, alla prima occasione utile Furnari esce da M5S applicando alla lettera la lezione di Scilipoti. Sulle generiche uscite del ragazzo tarantino Carlo Gubitosa scrisse questa lettera.

 

Verso altro tipo di presenza e coerenza, l’esperienza di Franca Faita raccontata in Disinneschiamo le mine dell’Ilva.

 

Oggi Antonia Battaglia scrive su L'Ilva di Taranto al centro del dibattito europeo:

È meraviglioso pensare che in un mondo in cui tutto sembra deciso da piccoli gruppi di potere rinchiusi nelle loro roccaforti di privilegi, un gruppo di cittadini possa osare, chiedere, e a volte anche riuscire a portare la voce della propria città soffocata e ammalata nelle sedi più consone a decisioni di portata così grandi.

La nostra Taranto si merita questo ed altro!

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 9 giugno 2013

 

 

     Ilva Taranto - Fotografia di Luciano Manna