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Franca, lei che ci diceva "Care ragazze, fate l'amore"

Franca, lei che ci diceva "Care ragazze, fate l'amore"

metro news - Stefania Divertito, 30 maggio 2013


 

Nessuna ha fatto più bene di Franca Rame al corpo delle donne.
Per chi se le sia perse, acceda al suo profilo Facebook (è libero) oppure sfogli il suo blog (francarame.it) e cerchi le sue personalissime e molto divertenti lezioni di sesso.
Sono recenti, risalgono alla terza età della sua lunga eppure così breve vita, l’ultima scritta un paio di settimane fa, frutto di una intelligenza giovane, curiosa e, come si definiva lei, da strega.


Ne parlammo una sera, a Milano, quattro anni fa. Fino ad allora il nostro rapporto era stato puramente professionale. Ma quel giorno fummo relatrici alla presentazione di un bel romanzo sardo (Il pettine senza denti, di Eugenio Campus) dove si parlava di poligoni militari e di uranio impoverito, nostra lotta comune, e quella sera finimmo col raccontarci di quanto sono belle le donne. Donne svilite, donne in merchandising, donne poco libere, donne costrette, e da lì al discutere del sesso il passo fu brevissimo.

«Ci sono delle ragazze che non hanno neanche il coraggio di dire a un uomo, amore caro, quello è l'ombelico. C'è una mia amica che ha tutto l'ombelico infiammato”. E giù risate.

 

Franca Rame non era mai volgare, non usava mai parolacce; mi tenne una vera e propria lezione su quello che le donne dovrebbero apprendere, chiedere, volere, ottenere, in un rapporto amoroso.
Era così lei, attenta al nostro universo, senza mai però relegare l’uomo in un ruolo secondario e marginale come un certo femminismo, travisando, ha preteso di fare.

 

Le sue lezioni si rivolgevano agli amanti, chiamando le parti anatomiche con il proprio nome. Quello che le donne non dicono, insomma, ma che dovrebbero necessariamente almeno sussurrarsi. «Se avessero sperimentato il vero rapporto d’amore, orgasmico in senso cosmico, se lo praticassero costantemente, certi uomini non potrebbero commettere certe aberrazioni come andare a rubare i denti ai morti o truffare sulla sanità come Poggiolini».

 

E suggerimenti a iosa, proprio ai cari maschietti: «Io so che tutti gli italiani, non parliamo poi dei francesi, sono bravissimi nel preludio amoroso, nei giochi d'amore, però, quando si arriva a quel momento... quando si diventa una persona sola, e questo vale per tutti gli uomini, fragili o no, provate a fare l'amore seguendo il mio consiglio: abbandonate ogni scopo, far bella figura, sedurre, raggiungere il piacere. Calma. Il rapporto sessuale non è un esame di dattilografia o una gara di hula hop o una torta da mangiare in tre bocconi. Calma».


Cara Franca, a me piace ricordarti così, con questi consigli alle donne che non riescono a provare piacere:
«Dedicatevi invece ai bagni caldi, ai pediluvi, maschere di bellezza, idromassaggi, massaggi, cene indiane, cinesi, piemontesi, passeggiate nei boschi, corse sulla spiaggia, partite a ping pong, nascondino, Risiko, guardie e ladri. Passate pomeriggi a dormicchiare, leggere fantascienza, ascoltare Beethoven, guardare films comici. Crescerà così, con l'esercizio, la vostra capacità di provare piacere e quindi desiderio. È come per la corsa in bicicletta: ci vuole allenamento».

 

 

     L'aula di dattilografia della scuola "Maria Laetitia" di Torino (Cultura Italia)