ECCE ITALIA

Grazie Taranto


     Cielo mediterraneo, settembre 2007

 

Grazie Taranto

 

Piombo nelle urine degli abitanti di Taranto

Peacelink - Alessandro Marescotti, 24 luglio 2012


Mentre in Trentino ci si diletta a far di conto su quanto resterà nella cassaforte dell’Autonomia (leggi in fondo o qui, riesumando per l'ennesima volta Alcide Degasperi), dall’altra parte dell’Italia è stata sequestrata la più grande e inquinante acciaieria d’Europa, con una produzione di 13 milioni di tonnellate di acciaio all’anno (il 50% della produzione nazionale) che devono contare più di qualsiasi altra cosa.

L’impianto siderurgico di Taranto è il frutto di una scellerata scelta politica che ha barattato la vita e i destini di migliaia di pugliesi sacrificandoli sull’altare del “progresso”, per far credere loro di riscattarli dalla cosiddetta povertà.


I turisti del nord, e del Trentino, scendono in Puglia, giù giù fino al tacco; molti di loro preferiscono evitare la visione dantesca del polo siderurgico di Taranto per non vedersi rovinata la vacanza. Tornano a casa con un po’ d’olio d'oliva e il sole di Puglia nel cuore, o da qualche altra parte.

Forse un giorno torneranno con la voglia di essere Italiani e solidali con chi produce l’acciaio, e muore, anche per loro e i loro figli.


Per un aggiornamento della situazione a Taranto rinviamo al sito Altamarea, alla cronaca odierna del Corriere del Mezzogiorno - sezione di Bari e al comunicato del "Meetup gli amici di Beppe Grillo Taranto":

- E ora Taranto prepara la marcia dei ventimila;

Gli oppositori: «Basta con questi ricatti»;

- L’allevatore Fornaro: «Piansi le pecore».

 

Grazie ai Tarantini e agli Italiani che credono in un mondo migliore.


Redazione Ecce Terra

Trento, 29 luglio 2012

 

 

 

 

Un fondo «sovrano»per l'Autonomia

l'Adige - Francesco Terreri / Renzo Moser, 29 luglio 2012

 

Che si sia trattato di un semplice capriccio della sceicca Moza bint Nasser al Missned, famosa per i suoi vertiginosi tacchi a spillo e da sempre innamorata della haute couture targata Valentino, o di una precisa strategia di mercato a lungo termine, l'acquisizione del gruppo dell'alta moda da parte di Mayhoola for Investments Spc, riconducibile alla famiglia reale del Qatar, non è che l'ultimo tassello di uno shopping finanziario da parte di fondi sovrani alimentati dai petroldollari (qualcuno la chiama colonizzazione finanziaria) che appare ormai inarrestabile.

Ma che cosa c'entra la sceicca con il Trentino? Lei non molto, e nemmeno i petroldollari. C'entrano, però, i fondi sovrani. Anzi, un fondo sovrano. Quale? Quello dell'autonomia. Quello del Trentino, insomma: il Fondo strategico trentino. Qualcosa di più di una holding di partecipazioni, uno strumento per consolidare le fondamenta della «specialità» trentina e su queste costruire sviluppo.

 

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