Valsugana rottAmata

   

Scempi ambientali e complicità in Valsugana

Tre anni di testimonianza attiva

Prima parte

 

     Lagorai. Lago delle Stellune (Trentino Marketing Spa)

 

Il 10 dicembre 2008 veniva sequestrata l’ex cava di Monte Zaccon, diventata una discarica abusiva dove smaltire a basso costo tipologie di rifiuti pericolosi e tossici (leggi l’Adige, il Corriere del Trentino e il Trentino).

Un anno dopo, stessa sorte per l’Acciaieria Valsugana; una dozzina gli indagati tra cui alcuni dipendenti dell’Appa (leggi qui).

Una settimana dopo il sequestro dell’ex cava di Monte Zaccon, Pietro Gottardi intervenne su l’Adige titolando: “Funzionari asserviti agli ordini della politica”. Ai più apparve come una cosa ovvia, colpì semmai che se ne scrisse così esplicitamente. Tempestiva e scontata la difesa d’ufficio del presidente Dellai.

Qui, come al Sud, i rappresentanti istituzionali sono i più attivi difensori degli inquinatori anziché di quei cittadini che, dopo aver denunciato il via vai di camion che per mesi avevano conferito alla ex cava di Marter terreni inquinati, per essere ascoltati dovettero rivolgersi al Corpo forestale di Vicenza, anziché a quello trentino.

Si potrebbe trattare di convenienze, come recentemente a Taranto, dopo il sequestro dell’Ilva: se, secondo quanto riportato da Girolamo Archinà, potente addetto alle pubbliche relazioni del gruppo Riva, il ministro Clini è “un uomo nostro” (leggi qui).

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