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A Vattaro “certamente non vi è coerenza”
A Vattaro “certamente non vi è coerenza”
E i s’enzigna a copar el centro storico a smartelade
Quasi come nel BraveHearth di SuperMario

Palazzo Bortolazzi in posizione... distesa
Proponiamo all’attenzione e alla sensibilità dei Trentini, non necessariamente di Vattaro o Bosentino, due opposte "letture" nel merito delle diverse esigenze di una comunità:
la prima, del consigliere comunale di Bosentino Bruno Dellai, si appella al buon senso ed alla necessità di tutelare il bene storico e architettonico di Palazzo Bortolazzi, chiedendo all’amministrazione di Vattaro di rinunciare al progetto – da 8.000.000 di € - di scuola elementare, parcheggio sottostante e centralina a biomasse adiacente, situati nel cuore del centro storico;
la seconda, dell’amministrazione di Vattaro, non ancora sazia di un progetto sbagliato, non sa far di meglio che ri-proporsi, deliberando, con l’ampliamento del medesimo.
Leggi qui la relazione dello scorso ottobre di alcuni cittadini di Vattaro.
Redazione Ecce Terra
Trento, 26 novembre 2011
Intervento di Bruno Dellai
Consiglio comunale di Bosentino - 8 novembre 2011
Allo stato attuale, con il trasferimento della Scuola Elementare presso la MAV spa di Bosentino e la presentazione di un nuovo accordo con il Comune di Vattaro (perché di nuovo accordo si tratta), certamente ci si deve fermare un attimo e rivalutare tutta la situazione. In questo momento non si sa se questo progetto possa giungere a termine (ricordo che riguardo il parcheggio di Vattaro il Comune di Bosentino, non sicuro della continuità, ha messo preventivamente e giustamente le mani avanti), un progetto che si può definire faraonico non tanto per le dimensioni ma per i costi da sostenere che in questo momento non è certo un fattore da sottovalutare.
Questo progetto è inserito in una zona che comprende due edifici di notevole interesse civile e architettonico storico da salvaguardare (vedasi Villa Bortolazzi e Chiesetta San Rocco) come tutti i centri storici dei nostri paesi, dove facendo quest’opera si deturperebbe l’intero contesto. A questo punto sorge spontanea questa domanda che rivolgo ai presenti: perché un cittadino proprietario di una casa in centro storico, in fase di ristrutturazione, che intende fare regolare richiesta per aprire una finestra o portare altre modifiche strutturali trova ostacoli sul proprio cammino non gli è concesso?
Evidentemente perché si deve salvaguardare l’edificio mantenendo una certa coerenza storico paesaggistica (vedasi ad esempio anche le direttive per le nuove costruzioni). D’altra parte perché agli enti locali, che in primis dovrebbero applicare questo concetto e devono essere garanti indiscusse di tali conservazioni, viene concesso di sconvolgere totalmente un edificio testimone dei tempi andati di un intero paese? Precludendo in questo specifico caso definitivamente ed irrimediabilmente il ruolo storico di due edifici di notevole interesse civile, architettonico e storico come Palazzo Bortolazzi e la Chiesa di San Rocco.
Certamente non vi è coerenza. Evidentemente è solo un vanto politico perché di altro non si tratta. Un vanto nel poter dire che quest’opera è stata fatta da un architetto noto, imbarazzato tra l’altro nella presentazione del proprio progetto forse perché non ha potuto dare adito per intero alla propria fantasia o forse perché quest’opera è carente negli spazi, luminosità, sicurezza e chissà quante altre cose che a noi profani non appaiono; a chi progetta ed alle autorità politiche evidentemente è permesso tutto, calpestando quelle che sono le nostre identità rurali. Nel valutare quest’opera appare evidente che non vi è una scelta economica, nemmeno una scelta di comodità per gli utenti, nemmeno una scelta verso la sicurezza e tantomeno una scelta meditata.
Certamente molti sono capaci di criticare o nascondere la mano dopo aver tirato il sasso ma in questo caso no, noi no. Come i nostri colleghi di minoranza di Vattaro, che si sono opposti fin dall’inizio a tale scelta facendosi portavoce del dissenso popolare, hanno proposto un’alternativa valida per non arrivare a questo scempio. Per questo anche noi proponiamo un’alternativa.
Si deve ricercare una zona nuova, economicamente vantaggiosa, comoda, dove consolidare l’essere comunità, sicura e punto d’orgoglio per tutti. Certamente non è facile trovare una zona che rispetti appieno queste caratteristiche all’interno delle nostre piccole realtà urbanistiche, ma forse non si è mai cercata, non ci siamo mai impegnati a cercarla, perché tanto la soluzione l’hanno già trovata gli altri che magari non sanno nemmeno cosa vuol dire vivere nei nostri paesi, accettando qualsiasi imposizione!
Ebbene questa zona l’abbiamo sotto gli occhi, la usufruiamo spesso ed è quella del parco di Bosentino, inserita in un contesto ambientale aperto, caratterizzato dalla presenza di importanti servizi (scuola materna, biblioteca, parco, asilo nido, palazzetto polivalente) riuscendo a realizzare quel continuum educativo in cui scuola e servizi si integrano “sia spazialmente che nell’uso”; mi sono permesso di utilizzare la frase citata nella relazione poiché calza a pennello, anche se avrei potuto estrapolarne altre, visto che l’ubicazione proposta a Bosentino risponde perfettamente ai criteri di scelta controbilanciando quelli elencati per Vattaro, se non addirittura migliorandoli poiché è una zona distante da strade a traffico sostenuto, un’esposizione migliore dove le finestre non sarebbero ad altezza strada; non ci sarebbe una centrale di teleriscaldamento a biomassa che se pur “non inquinante” a detta di alcuni, non rassicura nessuno. E l’elenco potrebbe essere ancora lungo.
Perché questa idea è economicamente vantaggiosa? Il terreno è già di proprietà del Comune, vi è lo spazio per edificare una struttura nuova senza limiti di superficie. Non vi è la necessità di effettuare lavori di ristrutturazione su edifici esistenti. Eventualmente l’unico edificio esistente è la sede degli alpini, che per il futuro si può pensare di inserirla nella nuova struttura scolastica evitando sprechi in ristrutturazioni.
Signori, non voglio che mi venga menzionata nuovamente tutta la trafila, le riunioni, i tempi che hanno portato alle vostre scelte; quello è passato, ciò che è passato è passato. Adesso ci troviamo qui per programmare il futuro; futuro dei nostri bambini, il futuro delle nostre comunità. Una scelta che pesa come un macigno su ognuno di noi e mi rivolgo a ogni singolo consigliere sia di maggioranza che di minoranza, dicendo: non dobbiamo avere paura nel prendere decisioni ferme ma se veramente crediamo in quello che stiamo facendo nulla ci può impedire di realizzarlo. Si possono fare tante chiacchiere, ci possiamo sentir dire “se perdiamo questa occasione non ce ne saranno altre; se non facciamo così la scuola non si farà; se abbandoniamo adesso altri ci imporranno le loro scelte; perderemo i contributi” e tante altre cose. Io non ci credo, non dobbiamo crederci, sono convinto che se riusciamo a motivare le nostre scelte rimanendo uniti in modo coerente nessuno ci può impedire di avere il meglio per i nostri bambini e le nostre comunità.
Propongo che sia costituito un tavolo di lavoro coinvolgendo anche esperti per approfondire l’argomento unendoci in uno sforzo comune per giungere a scelte giuste, prima di intraprendere una via che ci porterebbe solo alla rovina paesaggistica di un intero paese senza appello. E sono sicuro che nel giro di pochi anni potremo, lavorando in sinergia, ottenere una nuova scuola e garantire un futuro migliore a tutti.
Dobbiamo inoltre sfruttare la collaborazione instaurata fino ad oggi fra i due comuni, favorita come confermato dal Signor Sindaco dal fatto che lui stesso lavora presso il Comune di Vattaro. Posizione che mi auguro non gli impedisca di mantenere una visione neutrale della problematica, per il bene di entrambe le comunità.
Grazie
Comune di Vattaro, deliberazione n. 97 del 17.11.2011
Incarico redazione progetto preliminare dell’opera sovracomunale di ampliamento della scuola elementare di Vattaro e prime indicazioni della sicurezza (leggi qui).
Il «no» alla scuola elementare è arrivato fuori tempo massimo
Trentino - g.m. 17 novembre 2011
BOSENTINO. Il consiglio comunale ha approvato l’accordo di programma fra i Comuni di Vattaro e Bosentino per la realizzazione dell’ampliamento della scuola elementare sovracomunale di Vattaro a servizio degli scolari dei due paesi.
Lo ha fatto con i soli voti della maggioranza, mentre contrari si sono dichiarati i quattro rappresentanti presenti dei due schieramenti della minoranza.
Prima del voto, il capogruppo de “La svolta”, Bruno Dellai, ha illustrato le motivazioni del voto contrario con una proposta innovativa di scuola, questa volta da realizzare a Bosentino. In sostanza Dellai afferma: «Perché continuare il discorso della scuola a Vattaro ristrutturando Palazzo Bortolazzi di notevole interesse storico e architettonico? Molto meglio abbandonare l’idea e concentrarsi su un terreno disponibile a Bosentino».
Dellai lo individua nel contesto del parco, dove c’è la sede degli alpini e zona adiacente. L’area è inoltre caratterizzata dalla presenza di importanti servizi quali: scuola materna, biblioteca, parco, asilo nido, palazzetto polivalente.
«Questa idea - continua Dellai - è economicamente vantaggiosa in quanto è di proprietà comunale e c’è lo spazio per edificare una struttura nuova senza limiti di superficie, magari conglobando l’unico edificio esistente, la sede degli alpini, che per il futuro si può pensare di inserirla nella nuova struttura scolastica evitando sprechi in ristrutturazioni».
Per portare avanti questa iniziativa Dellai e la lista della quale fa parte propongono di costituire un tavolo di lavoro coinvolgendo anche esperti per approfondire l’argomento.
Il sindaco Fernando Leonardelli ha detto subito di non starci. «La sede titolare anche per la nostra scuola è a Vattaro, quella che ospitiamo attualmente alla Mav è per un fatto di emergenza e quindi del tutto contingente. Solo in caso di rinuncia di Vattaro alla sua scuola potremo avanzare la proposta di realizzarla qui da noi ma credo che sarà difficile in quanto, a Vattaro, sono in procinto di partire i lavori del primo lotto».




