Reclamo alla CE e appello al Consiglio di Stato


Leggi il reclamo alla Commissione europea

Leggi l'appello al Consiglio di Stato


● ● ●

 

Appello al Consiglio di Stato e richiamo europeo anti-impianto
Gli ambientalisti: «Consideriamo ingiusta la sentenza del Tar»

Prosegue la catena del digiuno
Corriere del Trentino – Ma.Gio., 18 luglio 2010

TRENTO - Lo stop inflitto dal Tar al ricorso anti-inceneritore non ferma la lotta di Nimby contro l’impianto di Ischia Podetti. Ieri gli attivisti dell’associazione si sono ritrovati al Sorasass di Cadine, per annunciare le prossime mosse. «Presenteremo appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. E inoltreremo un reclamo alla commissione europea per la mancata osservanza della normativa» ha spiegato la presidente Simonetta Gabrielli.
«L’appello al Consiglio di Stato - hanno sottolineato ieri gli ecologisti - illustra la nostra contrarietà a una sentenza che riteniamo ingiusta». E hanno aggiunto: «La controparte (la Provincia, ndr) si è fatta difendere dallo stesso avvocato co-estensore dello studio di fattibilità del bando: una situazione che non si può definire scevra di interesse. Infatti la fattibilità riguardava proprio la questione del project financing, problema squisitamente politico: se ti fai finanziare l’opera dai privati è chiaro che li puoi controllare di meno». Di qui l’affondo: «Che si sia affidato l’incarico di difesa giudiziale del bando allo stesso professionista che ha redatto lo studio di fattibilità appare discutibile e meriterebbe un interessamento della Corte dei Conti». Corposo l’appello predisposto da Nimby, che sarà difeso al Consiglio di Stato dagli avvocati Maurizio Calò e Carlo Totino di Roma: 24 pagine per riassumere la vicenda e illustrare le ragioni dell’associazione contro la sentenza del Tar. Ma gli attivisti chiedono anche una misura cautelare di sospensione dell’esecutività della sentenza del Tar, «anche a fronte di carenze e omissioni di pronuncia su aspetti decisivi del contendere». Non solo: per giustificare la misura cautelare Nimby punta l’attenzione sui termini del bando, «dapprima previsti fino al 19 luglio e quindi prorogati al dicembre, epoca entro la quale matureranno offerte dispendiose con maggior difficoltà a bloccare un procedimento sul quale si concentrano rilevantissimi interessi economici e non solo».
Puntuale anche il richiamo europeo, «che riguarda - ha osservato Nimby - la violazione delle direttive europee sulla gestione dei rifiuti, mettendo in evidenza le incongruenze del piano provinciale di smaltimento dei rifiuti che ha costretto ogni percorso gestionale nella prioritaria direzione dell’incenerimento». Gli ecologisti non hanno dubbi: «I risultati lusinghieri fin qui ottenuti in gran parte del Trentino confermano che laddove c’è la volontà delle amministrazioni si raggiungono ottimi risultati, perché i cittadini sono pronti quando lo sono i cittadini-amministratori».
Intanto, Nimby prosegue la catena del digiuno. E cerca finanziamenti: il Tar ha condannato infatti l’associazione e il Centro riciclo Vedelago a pagare le spese di giudizio. Che ammontano a 23.000 euro. «Una cifra importante» hanno detto gli ecologisti, che hanno lanciato una sottoscrizione.

 


Nuovi ricorsi di Nimby: Consiglio di Stato e Ue
l’Adige – F.G., 18 luglio 2010

I digiunanti di Nimby sono tornati sul Sorasass e nel giorno in cui rilanciano le iniziative contro l'inceneritore annunciano anche la presentazione di un ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la liceità del bando di gara e di un reclamo alla Commissione Europea in cui si contesta la mancata osservanza delle norme.
Sono passati quattro anni da quando i «nimbyni» avevano presidiato per 40 giorni baita Laura, sulla montagna che sovrasta Trento e in particolare la zona di Ischia Podetti, alimentando con iniziative e dibattiti il movimento di opposizione all'inceneritore. Ieri sono tornati lassù, ancora una volta in digiuno, ancora una volta per discutere e soprattutto per presentare le nuove iniziative di opposizione.
«Ricorso al Consiglio di Stato e reclamo alla Commissione europea - dicono - sono due strade diverse ma congruenti, su cui continuare a camminare per affermare la verità di quei cittadini che credono in una evoluzione positiva e sostenibile del loro vivere ed agire politico».
Presentando l'appello al Consiglio di Stato, Nimby sottolinea come Comune e Provincia si siano fatti difendere dallo stesso avvocato, Velia Maria Leone, che è stato co-estensore dello studio di fattibilità sul bando di gara. Una somma di interessi che definiscono «discutibile» e che secondo l'associazione meriterebbe un interessamento della Corte dei Conti.
L'altra novità è il reclamo alla Commissione Europea. Nimby sostiene che l'indizione del bando violi nello spirito e nella lettera il diritto ambientale comunitario e in particolare la direttiva quadro sulla gestione dei rifiuti, la 2008/98/CE. Per molti dei motivi più volte sollevati nel corso degli anni: l'infelice ubicazione del sito di Ischia Podetti, l'insufficiente approfondimento delle ricadute sanitarie, il mancato aggiornamento del Piano provinciale dei rifiuti, la vicinanza di Stagni per la Vela e Foci dell'Avisio, siti di importanza comunitaria per l'ambiente, la mancata considerazione delle alternative.
Per affrontare le nuove battaglie Nimby ha bisogno di soldi. Sul bilancio associativo pesa infatti anche la sentenza del Tar, che condannando il Centro Riciclo Vedelago al pagamento delle spese ha coinvolto per la sua parte anche Nimby trentino, che dovrà sborsare circa 25 mila euro «Per affrontare queste ingiuste spese - dicono i responsabili dell'associazione - chiediamo ai cittadini che credono in questa opposizione di continuare a sostenerci. Assieme a questa richiesta stiamo valutando alcune iniziative che, a seconda degli esiti della sottoscrizione, sottoporremo all'attenzione dell'opinione pubblica». Nimby coglie l'occasione anche per punzecchiare la politica trentina. Prende in giro i triumviri del nuovo Upt, incamminato sulla strada del Partito del Trentino, per l'acronimo: «Fragil», che sta per Fravezzi-Gilmozzi-Lunelli.
Intanto i consiglieri comunali Giorgio Manuali e Gabriella Maffioletti hanno presentato un ordine del giorno col quale chiedono il ritiro del bando di gara per l'inceneritore. La regolarità della procedura a loro giudizio sarebbe infatti inficiata dalla mancanza di una convenzione tra il Comune di Trento, individuato transitoriamente come capofila per la gestione della partita, e gli altri comuni.
F.G.


Nimby, contro l’inceneritore appello al Consiglio di Stato
Trentino, 18 luglio 2010

TRENTO. Nimby Trentino va avanti con la battaglia anti-inceneritore. Dopo i ricorsi respinti dal Tar - di Vedelago e dei Comuni di Lavis e Mezzocorona - l’associazione si appella al Consiglio di Stato. Il Tar ha giudicato «inammissibile» il ricorso di Vedelago e Nimby, che contestava l’impossibilità per l’azienda trevigiana di partecipare alla gara, e li ha condannati a pagare 23 mila euro di spese di soccombenza. «Condanna ingiusta», hanno detto Simonetta Gabrielli e Adriano Rizzoli, ma che non ferma Nimby. Prossima tappa: l’appello al Consiglio di Stato. L’associazione presenterà anche reclamo alla Commissione europea contestando «le incongruenze del piano rifiuti che ha costretto ogni percorso gestionale in direzione dell’incenerimento». «I risultati lusinghieri ottenuti in gran parte del Trentino confermano che dove c’è la volontà delle amministrazioni, si raggiungono ottimi risultati».