NIMBY TRENTINO

(Fab)bisogni energetici e di potere in Alto Adige

 

(Fab)bisogni energetici e di potere in Alto Adige


Ipse dixit

"Se [i cittadini] avessero, per caso, dato un'occhiata alla stampa non locale ed avessero appreso che nel mondo occidentale non c'è solo Acerra; c'è anche Bolzano (dove senza tanti psicodrammi si è recentemente deciso di costruire un secondo inceneritore con capacità di 140.000 tonn/anno)…

(l’Adige - Lorenzo Dellai, 12 ottobre 2004)

 

7 anni dopo a Bolzano non c’è alcuno psicodramma, ma di peggio.

Le novità di questi giorni riguardano il licenziamento del direttore di CasaClima Norbert Lantschner [1]e[2] - Salviamo CasaClima.

Un’altra zampata di una bestia incattivita dalle crescenti difficoltà.

 


Tra lo scandalo energia e l’inceneritore il passo è molto breve. Così scandalosamente obbligato che a Bolzano si sta costruendo un inceneritore secondo un iter amministrativo che ha visto il solo coinvolgimento di una ristretta classe politica e imprenditoriale (un sistema “sovietico”, come scrive Claudio Vedovelli), quali privilegiati attori della partita, come non è accaduto in nessun’altra provincia italiana.

 

Ricordiamo con quale criterio vennero assegnati quei lavori [3]. La prima gara andò deserta; nessuna delle tre cordate partecipanti aveva i requisiti sufficienti. La seconda gara venne vinta da Ladurner & C.. Gli esclusi fecero ricorso al TAR, che annullò la gara. La terza gara venne assegnata all'unico partecipante concorrente con un ribasso "ridicolo". La cordata vincitrice risultò composta anche da una delle società (la CCC di Bologna) che aveva fatto ricorso al TAR, contro l'esito della seconda gara, facendola annullare [4].

L'avvocato che difese la cordata Ladurner & C. nel ricorso al TAR da parte degli esclusi (che poi lo vinceranno) è il noto Gerhard Brandstätter: l'avvocato d'affari presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.

Nell’ottobre 2009 la Provincia aggiustò una variante da 20 milioni [5] (in soli sei anni l’aumento di spesa è stato del 65%). Ad oggi, non è ancora chiaro chi pagherà l’impianto [6].

 

Dal dossier di Luca Marcon “Il business dei rifiuti – Il nuovo inceneritore di Bolzano” – gennaio 2007, riportiamo:

Non è un mistero che il più strenuo assertore del nuovo inceneritore bolzanino sia proprio “Michl” Laimer: dal suo assessorato, piuttosto corposo in termini di deleghe (urbanistica, ambiente ed energia), è uscito il piano provinciale dei rifiuti e il parere della Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto del nuovo inceneritore… attraverso lo stesso assessorato (e lo stesso assessore) passa anche tutta la questione energia. Che in Südtirol si traduce nella Sel e nel futuro acquisto delle centrali altoatesine di prossima vendita da parte dell’Enel.

[…]

Una delle tante (e curiose) coincidenze è sicuramente il fatto che l’attuale assessore all’ambiente Michael Josef Laimer risieda a Tirolo: paese la cui frazione di Aica ospita le sedi legali della Ladurner Group SpA e della Ladurner SpA.

Sarebbe interessante sapere quali siano i rapporti, passati e presenti, del suddetto con i componenti di vertice dell’intero gruppo societario…

La cronaca recente [7] riporta la notizia dell’avviso di conclusione dell’indagine all’assessore provinciale all’ambiente Michl Laimer, un tassello dello scandalo energia. Va da sé che Laimer non poteva che fare carta straccia di pianificazioni in tema di rifiuti che non investissero innanzitutto sul loro smaltimento.


Sulla portata della partita energetica altoatesina, già sette anni fa il giornalista Paolo Cagnan ne affrontò i punti salienti in quattro puntate (leggi sotto). Da quando si posero le basi per concentrare nelle mani della Provincia di Bolzano, costituendo Sel, la società del business dell’energia. Tutto ciò a scapito del coinvolgimento dei Comuni altoatesini se tra i compiti primari di quel nuovo corso energetico vi era proprio quello di liquidare Ae - Azienda energetica, il gioiello dei dei comuni di Bolzano e Merano.

Cagnan scriveva: C’è l’economia, ma anche la politica: Provincia da una parte, Comune dall’altra. Scontro istituzionale, ma non solo: perché chi vince si tiene i soldi, il potere ma anche le poltrone. E gli italiani potrebbero perdere quel poco di sottogoverno che attualmente – ma solo difendendolo con i denti – posseggono.

Corrente, calore e gas: sono questi i veri business, tessere di un complesso mosaico che comprende anche acqua e rifiuti e che va sotto il nome inglese di multi-utilities o multi-service, società (pubbliche, private o miste) che da gestori di servizi in perdita si sono trasformate (ma non sempre, a dire il vero) in autentiche Spa del guadagno.


Interventi:

1. Claudio Vedovelli, 2 marzo 2012: Alto Adige alla sovietica.

2. Alessandra Zendron, 28 febbraio 2012: Nuova puntata della Sel-gate sudtirolese.

3. Alessandra Zendron, Questotrentino, dicembre 2011: La Provincia come un maso di famiglia.

4. Argante Brancalion, gen-feb 2012: SEL - Südtiroler Elektrizitätsaktiengesellschaft.

5. Paolo Cagnan - Alto Adige, dic-gen 2004-2005: Inchiesta sul business del calore ed energetico.

 

Redazione Ecce Terra

Trento, 4 marzo 2012


 

1. Alto Adige alla sovietica


BOLZANO. In un bellissimo film sul Sudtirolo (H€imat del regista D. Hőss [8]), uno dei pochi film sul profondo Sudtirolo e non cartolina di un mondo fiabesco che non c’è, un famoso giornalista sudtirolese, che da anni lavora all’ estero (Ulrich Ladurner), afferma: L’Alto Adige è per molti aspetti l’ultima delle Repubbliche dell’Unione Sovietica.

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2. Nuova puntata della Sel-gate sudtirolese

Un assessore a sua insaputa? Le conseguenze del conflitto di interesse e della mala gestione nelle chiare parole del presidente della Corte dei Conti.

Articoli correlati:

Alto Adige - Mario Bertoldi, 25 febbraio 2012: Schülmers: «Energia, c’è conflitto di interessi».

Alto Adige – fr.g., 26 febbraio 2012: «Energia, la Sel dia spazio ai Comuni».


BOLZANO. L’assessore Laimer, costretto dalle inchieste della Neue Sudtiroler Tageszeitung e dalle interrogazioni dell’opposizione, nonché dalle inchieste giudiziarie, ha respinto a lungo le precise accuse, mentendo su questioni fondamentali, e poi poco a poco, con l’emergere delle prove, è stato costretto ad ammettere. Ed è emerso che i criteri delle concessioni rilasciate o non rilasciate dalla Provincia ai privati erano influenzate o addirittura decise dalla Sel e che la gestione in conflitto d’interesse ha causato gravissimi danni economici al bene comune.

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3. La Provincia come un maso di famiglia

Uno sconcertante scandalo in materia di energia

Questotrentino – Alessandra Zendron, dicembre 2011 (leggi anche qui)


BOLZANO. La competenza sull’energia, di cui la Provincia di Bolzano è entrata progressivamente in possesso, è diventata un luogo cruciale dell’intreccio fra economia e politica in Alto Adige. Anziché lasciare le centrali ai comuni e ai produttori locali, facendoli consorziare fra di loro, la Provincia ha deciso a suo tempo di creare una società propria, chiamata Sel, in cui nel corso degli ultimi anni ha fatto confluire grandi masse di denaro pubblico. Essendo la Provincia anche l’ente che attribuisce le concessioni, indice le gare e crea le norme, si è trovata in un conflitto fra due funzioni inconciliabili tra loro.

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4. SEL - Südtiroler Elektrizitätsaktiengesellschaft

Argante Brancalion, gennaio-febbraio 2012


BOLZANO. Lo scandalo SEL è il primo serio scandalo di corruzione in società pubbliche. Finora hanno pagato solo gli amministratori lasciando i politici di riferimento col fiato sospeso ma sostanzialmente al loro posto. Il caso è complicatissimo e per dare un’informazione chiara e puntuale ho diviso la storia in tre parti, forse 4 (si stanno aggiungendo ogni giorno delle novità).

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5. Inchiesta sul business del calore ed energetico

Paolo Cagnan - Alto Adige, dic-gen 2004-05

 

Alto Adige - Paolo Cagnan, 28 dicembre 2004 (1^ puntata)


BOLZANO. L’obiettivo è l’inceneritore. Per poi gestire il vero business, quello del teleriscaldamento. E magari anche la produzione di energia elettrica, con la cosiddetta cogenerazione. Una formidabile accoppiata, almeno in linea teorica. Lontana per quanto possibile dai riflettori, ma già emersa con evidenza a livello comunale, nei palazzi del potere altoatesino si sta giocando da mesi una partita politico-economica di grande importanza. Una partita che nelle prossime settimane potrebbe giungere ad un primo, decisivo approdo.

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Alto Adige - Paolo Cagnan, 2 gennaio 2005 (2^ puntata)


BOLZANO. C’era una volta una scatola vuota. E c’erano anche due floride aziende. La scatola vuota era la Sel, voluta dalla Provincia per mettere le mani sul business dell’energia. La due floride aziende erano la Ae e la Seab. Un giorno, i due azionisti pubblici dell’Azienda energetica (i Comuni di Bolzano e Merano) decisero di fare cassa, vendendo il 25 per cento delle azioni del “gioiello di famiglia”. Per dare all’azienda-principessa una dote più consistente, si pensò di privare la Cenerentola-Seab dell’unica vera sua forza economica, ovvero la gestione del gas.

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Alto Adige - Paolo Cagnan, 7 gennaio 2005 (3^ puntata)


BOLZANO. Una tenaglia politico-economica frutto dell’”impegno” della Provincia anche attraverso la Sel potrebbe stritolare l’Azienda energetica, ancora impegnata a leccarsi le ferite per il disastroso esito dell’”operazione 25%. La holding della Provincia è pronta ad imbastire una sinergia su più campi con la Seab, la municipalizzata del Comune. Ora, posto che la Provincia sembra seriamente intenzionata a depotenziare l’Ae per favorire la “sua” Sel, il vero interrogativo riguarda i Comuni di Bolzano e Merano, comproprietari dell’Azienda energetica.

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Alto Adige·- Paolo Cagnan, 12 gennaio 2005 (4^ puntata)


BOLZANO. La parola chiave, per quanto abusata, è «sinergia». Non quella tra società che, invece di farsi la guerra, potrebbero collaborare per aumentare i profitti. No, la sinergia è quella tra cosiddetti «rami aziendali»: teleriscaldamento, energia elettrica, gas naturale. La cogenerazione, ovvero la produzione simultanea di calore ed energia in uno stesso impianto, comporta - come abbiamo già visto - notevoli sgravi fiscali per le società che vogliano sfruttare il business. Ma c’è un’altra sinergia virtuosa, ed è quella tra energia e gas.

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[1] Cfr l’Adige, 2 marzo 2012: CasaClima ha licenziato Lantschner, il guru.

[2] Cfr Corriere dell'Alto Adige, 3 marzo 2012: Mobilitazione on line per Lantschner.

[5] Cfr Luca Marcon: Il business dei rifiuti.

[6] Cfr Alto Adige – Francesca Gonzato, 3 novembre 2011: Inceneritore da 123 milioni, non si sa chi paga.

[7] Cfr Corriere dell’Alto Adige – Silvia Fabbi, 17 febbraio 2012: Energia, chiusa l’indagine. Laimer rischia,

     Alto Adige Susanna Petrone, 18 febbraio 2012: Rispoli: “Contro Laimer prove schiaccianti”.

[8] Cfr Presentazione del film: H€imat.

 


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