NIMBY TRENTINO

Università di Trento: diario di una svolta autoritaria

Università: diario di una svolta autoritaria
La provincializzazione dell’ateneo di Trento
Il Margine, collana "Fuorimargine” - Giovanni Pascuzzi, dicembre 2012

 

 

Università di Trento

Il Margine

 

 

Estratto dalla Premessa


Questo libro ricostruisce le tappe (a partire dall’accordo di Milano del dicembre 2009 fino alla emanazione del nuovo statuto dell’Ateneo trentino nella primavera del 2012) che hanno portato a quella che viene impropriamente definita “provincializzazione dell’Università di Trento”. Più precisamente si tratta dell’attuazione della delega alla Provincia di Trento delle funzioni esercitate dallo Stato sull’Università di Trento…

Questo libro nasce come un diario. Esso riporta nella prima parte, in ordine cronologico, gli avvenimenti così come si sono succeduti e, nella seconda parte, il testo di alcuni importanti documenti. Cronologia e documentazione sono separate dalle mie riflessioni su quanto accaduto. Queste ultime sono state scritte ex post, rileggendo gli avvenimenti, nei mesi di giugno-agosto 2012. Il lettore troverà, quindi, un lavoro di documentazione (affinché egli stesso possa farsi un’idea, il più possibile obiettiva, di quanto avvenuto) e un lavoro di interpretazione degli avvenimenti….

 

In queste pagine trasparirà un atteggiamento critico nei confronti dei metodi e delle decisioni assunte dai responsabili politici della Provincia di Trento. Voglio però ribadire con forza che si può essere solo grati ad una Provincia che investe in conoscenza…

Mi piacciono i gialli. Ma questo libro non è un thriller. Così posso anticipare subito il distillato della tesi sostenuta. È la risposta che fornisco a quanti mi chiedono di riassumere in poche parole quanto avvenuto negli ultimi mesi. A mio avviso abbiamo assistito ad una svolta autoritaria: nel metodo e nel merito.

Nel metodo perché lo statuto è stato approvato da poche persone senza nessuna validazione da parte della base, a tacere del fatto che per ben due volte il corpo accademico (in un caso: la maggioranza; nel secondo: i due terzi) ha dovuto raccogliere delle firme su due diverse petizioni per cercare di farsi ascoltare. Nel merito perché l’architettura dell’Università che vien fuori è di impostazione centralistica ed eterodiretta…


L’Università non è un’istituzione democratica. Forse non può esserlo. Ma a Trento, per una strana alchimia (e certamente anche grazie all’attenzione che la Provincia ha da sempre prestato all’Università) si è creato un clima diverso. Questa è la ragione per cui una giovane Università si è creata in pochi decenni una fama a livello nazionale e internazionale e non si è trasformata in un triste esamificio come accaduto a tanti altri Atenei nati nello stesso torno di tempo. A Trento si è avuta la sensazione di far parte di una bella impresa: è questo il carburante migliore. Continuo a non capire perché sia stata osteggiata e non valorizzata la condivisione. Poche persone hanno deciso quale fosse la ricetta migliore: e non si sono preoccupati di costruire il consenso. Naturalmente che sia davvero una buona ricetta è qualcosa che solo il tempo potrà dire.


Sono convinto che questo atteggiamento autoritario non faccia parte della storia del Trentino. È una deriva degli ultimi anni. Sotto questo profilo la vicenda dell’Università è paradigmatica di un modo di intendere il governo di un territorio. Si può scegliere di abdicare alle proprie responsabilità di cittadini delegando a un moderno principe tutto il potere in cambio di tranquillità e benessere. Oppure si può agire perché convinti che la democrazia significhi sforzo quotidiano di costruzione e condivisione. In un territorio dove tutto, direttamente o indirettamente, fa capo allo stesso soggetto (la Provincia e chi la governa) la tanto invocata innovazione non può attecchire per definizione. L’innovazione ha bisogno di pensieri divergenti e dissonanti: di voci fuori dal coro…

 


Indice del volume

 

Premessa


PARTE I

- Cronologia

- Riflessioni sulla cosiddetta provincializzazione dell’Università di Trento

- Quale modello di Università è stato partorito?

- Cosa contiene davvero la norma di attuazione?

- Il meccanismo di finanziamento

- Qualche considerazione sulle procedure seguite: un esempio da non ripetere

- L’intero processo è stato, in qualche modo, legittimato?

- Ipse dixit

- È auspicabile applicare la logica aziendalistica alla produzione della conoscenza?

- Il pericolo del conformismo

- L’Università e il Trentino

- Conclusioni


PARTE II - Allegati

- Legge delega (l’accordo di Milano diventa legge)

- Rapporto finale della Commissione per l’attuazione della delega delle funzioni statali per l’Università di Trento alla Provincia Autonoma di Trento

- Come è cambiata la norma di attuazione (quadro sinottico)

- Lettera di dimissioni del ProRettore Vicario Giovanni Pascuzzi

- Prima petizione (sottoscritta da 426 persone: più della metà sono docenti dell’Università)

- Seconda petizione (sottoscritta da 510 persone: più dei due terzi sono docenti dell’Università)

- Editoriale di Lorenzo Dellai su Trentino del 23 gennaio 2012

- Editoriale di Giovanni Pascuzzi di risposta a Dellai su Trentino del 25 gennaio 2012

 

Elenco delle persone citate

 

 

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