NIMBY TRENTINO

L’astratta lezione sulla biodiversità del prof. Francesco Salamini

L’astratta lezione sulla biodiversità del prof. Francesco Salamini

 

 

La nota del prof. Michele Corti

Salamini e l'omelia natalizia sulla biodiversità

 

 

l’Adige del 29 dicembre ospita una lettera del prof. Francesco Salamini sulla biodiversità [1]. Ne scrive astrattamente, da accademico, come se parlasse a un gruppo di studenti trentini, abruzzesi o siciliani, senza alcun cenno allo stato del territorio locale che lo vede presidente della Fondazione Mach. Vi si insediò su volontà del presidente Dellai, nel settembre 2009, il quale accompagnò così la sua nomina:

… ho ritenuto utile che in posizione apicale vi fosse una persona espressione del mondo della ricerca, per creare un eccellente mix. Salamini è un esperto di scienze biologiche e di genetica, con una forte attenzione al trasferimento in campo produttivo delle conoscenze genetiche… [2]


Nel marzo 2008 in un’intervista al Corriere del Trentino Salamini si esprimeva così sugli Ogm: Non fanno assolutamente male. Nel mondo ci sono 120 milioni di ettari coltivati con Ogm… [3]

Recentemente il prof. Gilles-Eric Séralini ed altri hanno pubblicato uno Studio [4], in cui si dimostra la pericolosità degli Ogm, che conclude:

Questo studio rappresenta la prima documentazione dettagliata degli effetti deleteri a lungo termine derivati da consumo di un mais OGM tollerante al Roundup e del Roundup stesso, l’erbicida/diserbante più usato su scala mondiale... Proponiamo che i cibi OGM derivati dall’agricoltura e i pesticidi di sintesi debbano essere attentamente monitorati e valutati da studi di lungo termine per misurare i loro potenziali effetti tossici.


La parola “biodiversità” è naturalmente accostabile a “biologico”; se si privilegiasse la prima si dovrebbe poterlo fare anche con il secondo. Eppure, in occasione della fiera “Fa’ la cosa giusta” del 2011 l’Adige titolava: «San Michele ostacola il biologico», riportando le valutazioni critiche di Flavio Pezzi, Stefano Pisoni e Roberto Laner [5].

 

Nell’aprile 2012 il gruppo «Noi comunità» della Val di Sole invitava le istituzioni a approfondimenti sul tema agricoltura e pesticidi, senza ottenere alcun coinvolgimento [6].

 

Recentemente, ancora a “Fa’ la cosa giusta”, un gruppo di agricoltori biologici, dopo aver promosso l’appello “Agricoltura biologica: un Trentino migliore per noi ed i nostri figli" [7]sottoscritto da 1800 cittadini, invitava Provincia e Fondazione Mach a un confronto [8].

Così ha poi commentato il rappresentante degli agricoltori biologici, Antonio Stenech: Salamini non ha neanche risposto mentre Mellarini ci ha inviato una lettera con una risposta deludente, una visione un po’ miope in quanto ha paragonato l’integrato con il biologico, ci dispiace che da parte dell’ente pubblico ci sia ancora così poco interesse per l’agricoltura biologica.

Era presente all’incontro Enzo Mescalchin, tecnico esperto di agricoltura biologica della Fondazione Mach, che peraltro ha lasciato la responsabilità dell’unità dell’Istituto di San Michele all’inizio del 2012 in polemica con l’amministrazione che snobbava il settore bio che invece andava potenziato [9].

 

Era invece soddisfatto tutto lo staff della frutticoltura integrata alla conferenza stampa dello scorso 17 dicembre, promossa dalla Federazione della Cooperazione e ospitata dalla Provincia, per confutare nuovamente i sospetti che in Trentino si faccia un uso eccessivo di pesticidi [10].

 

E anche secondo l'Azienda sanitaria, intervenuta all'incontro con i giornalisti in qualità di organo di sorveglianza: … non c’è nulla che ci preoccupi e ci spinga a intervenire: siamo proprio a zero. Il quadro della salute nella valle [di Non] risulta normale.

Inoltre, secondo il direttore di Melinda, Luca Granata, presente alla conferenza stampa: … l’agricoltura biologica, per esempio, presenta il problema dei residui di rame e zolfo ma non è tenuta a controlli finali sui frutti [11].

 

Anche alla luce di questo dibattito, al di là delle astratte questioni sulla biodiversità, ci aspettiamo dal prof. Salamini un altro tipo di intervento, stavolta più concretamente rivolto a ciò che di bio-diverso si vuole privilegiare e può crescere in Trentino, e su cui concretamente ragionare.

Va da sé che se il presidente della Fondazione Mach è a favore della biodiversità ci si dovrebbe aspettare una progressiva riduzione dell'impiego di pesticidi, consigliato dalla medesima Fondazione ai frutticoltori, ed una svolta verso un'agricoltura pulita, in quanto l'attuale "lotta integrata" è nemica della biodiversità.

Se invece le istituzioni provinciali vorranno perpetuare l'attuale modello agricolo, senza interrogarsi sulle sue eventuali criticità, il confronto con la società civile sarà probabilmente destinato a farsi sempre più complicato.

 

Adriano Rizzoli

Trento, 30 dicembre 2012

 

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