Obbligo vaccinazioni pediatriche: lode al dubbio?

Obbligo vaccinazioni pediatriche: lode al dubbio?

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Lettera del dott. Dino Pedrotti

 

Domenica 18 ottobre l'Adige pubblica una lettera del dott. Dino Pedrotti (leggi sotto) nel merito dell’obbligatorietà dei vaccini, il mercoledì seguente Franco de Battaglia la riprende per sottolinearne fondatezza e verità (leggi sotto).

Il dott. Pedrotti critica coloro che baserebbero le loro valutazioni su internet “come fonte di verità”; mentre, da che mondo è mondo, internet è solo uno strumento che va utilizzato per quanto vi si cerca di attendibile, cioè rispondente alla realtà dei fatti. Più sotto cita i “150.000 casi di difterite in Russia (con 5.000 morti), quando negli anni ’90 si erano sospesi i vaccini”, così come aveva fatto lo scorso 3 luglioMessa così, il lettore sprovveduto potrebbe pensare che ciò non sarebbe successo se quelle 150.000 persone fossero state vaccinate, o ne sarebbero morte molte meno di 5.000. 

È opportuno sottolineare che l'epidemia difterica in Russia, di cui il dott. Pedrotti riporta due soli numeri molto arrotondati, andrebbe valutata più estesamente così da inquadrarla in un contesto in cui il vaccino ha avuto una funzione contrastante rispetto a quella di chi riteneva che la sua somministrazione potesse essere la migliore prevenzione o terapia possibile. Lo si può apprendere consultando i documenti ufficiali del Servizio Epidemiologico Sanitario Nazionale russo. Sugli eventuali approfondimenti, su questo come su altri eventi epidemici poco chiari o controversi, qualunque cittadino dotato di buon senso è in grado di indagare e sapere cos'è realmente avvenuto.

A che pro il dott. Pedrotti supporta così forzatamente le proprie convinzioni con numeri tanto scarni quanto parziali? E dunque a che pro afferma che “un genitore responsabile… ha diritto sì a essere informato, ma non ha il diritto di non vaccinare il proprio figlio”? A quale informazione si riferisce il dott. Pedrotti? Se diritto dev'essere che sia davvero tale su ogni aspetto, con reale cognizione di causa.

Riscontriamo la difficoltà a pubblici confronti che facciano tesoro di conoscenza e sapere e sappiano rispettare il diritto-dovere della persona di agire per il bene dei propri figli e della collettività. 

Antonia Gallo - Adriano Rizzoli - Emanuela Varisco, 25 ottobre 2015

 

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