Bassa Valsugana

Acciaieria di Borgo, altra stazione di una Via Crucis al capolinea

L'Acciaieria di Borgo va verso il concordato

l’Adige, 13 dicembre 2016

Aggiornamento su l'Adige online del 15 dicembre

Borgo, giorni decisivi per il futuro dell'acciaieria

Il sindaco Fabio Dalledonne

lamenta l'insufficiente attenzione e distanza della Provincia

su "una questione così importante e delicata per Borgo e la Valsugana".

Tuttavia, dovrebbe essere lo stesso sindaco,

in prima persona assieme al consiglio comunale,

che si attiva per rendere sensibile e vicina la Provincia

su una questione che riguarda la "sua" Borgo e la Valsugana.

Redazione Ecce Terra, 15 dicembre 2016 

 

I sindacati sono “in attesa delle comunicazioni dell’azienda - dice la segretaria della Fiom Cgil Manuela Terragnolo - Chiediamo che mettano le carte in tavola. Tra i lavoratori c’è apprensione, sono logorati da anni di incertezza. Sembrava si stesse aprendo un’opportunità, ma ora è tutto in forse.”

Ai sindacati non importano un dattero secco i “logoramenti” ai quali è sottoposta, da 38 anni, la Valsugana. Forse stavolta a Borgo, tra un concordato e l’altro, cambieranno davvero carte e aria?

Buon panettone agli Algerini, a casa loro.

Redazione Ecce Terra, 14 dicembre 2016

 

L'articolo de l'Adige, di cui al link al titolo

Leali Steel, la società del gruppo Klesch a cui fa capo l’acciaieria di Borgo Valsugana, ha chiesto il concordato preventivo con riserva di presentare la proposta di concordato o un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Il Tribunale di Trento ha concesso tempo per depositare il piano fino al 4 maggio 2017, tenendo conto che non pendono procedimenti di fallimento, che l’attività d’impresa prosegue e che verrà presentata istanza per l’affitto del ramo d’azienda, primo passo verso la cessione. Anche se l’accordo con gli algerini di Cevital, che sembrava vicinissimo, slitta.

I sindacati, che oggi vedranno l’azienda, sono allarmati soprattutto per l’incertezza della situazione.

Il Tribunale ha nominato commissario giudiziale Pasquale Mazza e ha chiesto all’azienda di depositare entro quindici giorni il bilancio 2015. L’ultimo bilancio disponibile, infatti, è ancora quello 2014.

In quell’anno Leali Steel registrava un valore della produzione di 121 milioni di euro. I costi erano di poco inferiori ai ricavi, con un risultato operativo di 137 mila euro. I conti erano in rosso di 1,3 milioni a causa dei pesanti oneri finanziari. La situazione non è migliorata con l’acquisto della piena proprietà del complesso nel marzo di quest’anno.

L’acquisto dalla vecchia società in liquidazione è stato concluso al prezzo di 23 milioni, di cui 14,2 pagati con l’accollo del mutuo Bnl e 1,5 con l’accollo dei debiti maturati nei confronti delle società di leasing. Il debito totale di Leali Steel, che era già a 56,4 milioni di cui 14,2 con le banche, saliva così a oltre 72 milioni.

In un tale quadro, con un’attività produttiva ridotta a cui si aggiungono gli stop di settembre imposti dall’Appa e dalla Provincia per lo sforamento dei limiti di emissione dell’inquinante mercurio, il cda di Leali Steel decide il 17 novembre la presentazione della domanda di concordato. La domanda è stata presentata il 29 novembre e il sì del Tribunale è arrivato il 7 dicembre. La procedura blocca eventuali azioni esecutive dei creditori.

I lavoratori, 105 a Borgo Valsugana sui 230 totali considerando anche l’impianto di Odolo (Brescia), sono da ottobre in contratto di solidarietà per un anno. Questa mattina è in programma l’incontro con i sindacati in cui l’azienda dovrebbe spiegare cosa sta succedendo.

Poi i sindacati incontreranno i lavoratori. «Siamo in attesa delle comunicazioni dell’azienda - dice la segretaria della Fiom Cgil Manuela Terragnolo - Chiediamo che mettano le carte in tavola. Tra i lavoratori c’è apprensione, sono logorati da anni di incertezza. Sembrava si stesse aprendo un’opportunità, ma ora è tutto in forse».

L’opportunità era l’offerta avanzata dal gruppo algerino Cevital di Issad Rebrab, che l’anno scorso ha rilevato il complesso siderurgico ex Lucchini a Piombino. La trattativa sembrava in dirittura d’arrivo, invece Rebrab ha operato una brusca frenata, pare per il sommarsi degli impegni finanziari tra Piombino e il Trentino.

 

Joomla25 Appliance - Powered by TurnKey Linux