L’acqua è un bene primario per la vita e una risorsa rinnovabile del nostro pianeta. Ogni forma di vita è legata all’acqua. Ogni attività umana è vincolata alla possibilità di accedere all’acqua.

Ma milioni di persone non possono accedere in maniera adeguata alle risorse idriche.

Un americano ha a disposizione circa 10000 metri cubi l’anno; un europeo circa 5000. E nel resto del mondo?

Nel 2002 circa 1,5 miliardi di persone sono sopravissute con meno di 1000 metri cubi pro capite. Sono 2,5 miliardi le persone che hanno vissuto con meno di 1700 metri cubi pro capite, in condizioni definite di “water stress”. Ogni anno 5 milioni di persone - per lo più bambini - muoiono per malattie legate alla scarsa quantità e alla cattiva qualità dell’acqua.

L’emergenza acqua è dunque il principale problema per lo sviluppo economico e sociale del secolo appena iniziato. Si prevede infatti che a fronte di una crescita demografica mondiale che ci porterà nel 2025 a raggiungere gli otto miliardi di individui, in quella data saranno più di 3 miliardi le persone che tenteranno di sopravvivere con meno di 1000 metri cubi di acqua che significa non potere soddisfare i bisogni primari. In mancanza di acqua le condizioni igieniche si fanno critiche, e il dilagare di malattie è altamente probabile. L’agricoltura, l’industria e ogni tipo di attività domestica e urbana sono rese estremamente difficoltose.

La domanda è: di chi è l’acqua?

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